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A Catanzaro stop al dolore, visite gratuite nel primo ambulatorio italiano multidisciplinare

L’unica donna nel panel di esperti nazionali della Società italiana di medicina generale che si occupa di trattare il dolore acuto è una calabrese doc. Si tratta di Lucia Muraca, 39enne catanzarese. Con il titolo di medico di medicina generale con particolare interesse nella terapia del dolore e nelle cure palliative, per scelta, vive e lavora in Calabria. “Ho avuto molte proposte professionali fuori regione, perché la medicina generale è carente su tutto il territorio nazionale – spiega la dottoressa Muraca – ma voglio restare qui perché credo che la Calabria abbia bisogno di un cambiamento del quale bisogna essere parte attiva, non subirlo passivamente. Il medico di famiglia è il primo punto di riferimento reale del paziente. Io non curo il diabete o dell’ipertensione, curo Carlo, Giovanna: mi prendo carico della persona a 360 gradi, nella sua totalità ed interezza”. Laureata nell’Università Magna Graecia di Catanzaro, con il massimo dei voti, ha seguito una scuola di alta formazione Simg sul dolore a Firenze e oggi fa parte del gruppo di studio nazionale terapia del dolore e cure palliative della Simg. “Ci occupiamo di terapia del dolore di primo livello. Il medico di famiglia – chiarisce Lucia Muraca – può tranquillamente trattare, anzi deve trattare il dolore e fungere da filtro per l’accesso alle altre strutture di secondo e terzo livello. Controllare il dolore in modo persistente non è solo un dovere etico di ciascun medico per evitare le altrui sofferenze, ma è un imperativo clinico”.

Il metodo Simg

Nell’Instant Book di PharmaStar Tipizzare il dolore per curarlo meglio, pubblicato nei giorni scorsi, viene illustrato il metodo messo a punto dai medici della Simg, coordinati dal dottore Pierangelo Lora Aprile, oggi segretario scientifico della Simg,  con la collaborazione di due esperti del dolore: il professore anestesista rianimatore Cesare Bonezzi, specialista algologo e il professore di Farmacologia clinica Diego Fornasari. Un protocollo che aiuta il medico di base nella diagnosi, individuando il tipo di dolore. “Le malattie che provocano il dolore – dichiara Lucia Muraca – possono essere molte, il dolore però può essere generato solo da due siti: ectopico e non ectopico. Bisogna individuare dove nasce il dolore, bisogna saper individuare il pain generetor così da capire se è un dolore nocicettivo- infiammatorio (con un abbassamento della soglia recettoriale) oppure neuropatico, cioè con una lesione del nervo, o ancora dolore nocicettivo meccanico strutturale oppure il mixed pain. Con semplici atti di semeiotica algologica e semplici strumenti si può fare questa distinzione importante, per stabilire la giusta terapia su quel tipo di dolore. Metodo ed algoritmo Simg aiutano i medici a tipizzare il dolore e scegliere i farmaci in base al meccanismo d’azione identificato attraverso la visita al paziente, indipendentemente dalla diagnosi della malattia che ha causato il dolore. Chi ha dolore, purtroppo, spesso si cura in maniera autonoma o al più si rivolge al farmacista, al vicino di casa senza avere alcuna idea di che tipo di dolore si tratti. Assistiamo così a un abuso di antinfiammatori, che se il dolore è di tipo neuropatico sono del tutto inappropriati. Il metodo Simg è dunque un metodo clinico, che dovrebbe essere applicato da ogni medico per l’individuazione del tipo di dolore. Oggi per la prima volta il metodo Simg entra nelle aule universitarie e diventa materia di studio con corsi dedicati per la formazione dei futuri medici. Ampio spazio è dedicato anche all’alta formazione con l’avvio di due master universitari di alta formazione: uno sulla gestione delle cure palliative e fine vita (direttore Rita Citraro, co-direttore Antonio Leo) e l’altro sulla medicina del dolore acuto e cronico (direttore Luca Gallelli, co-direttore Antonio Leo). In entrambi i master vi sarà uno modulo che si occuperà esclusivamente del metodo Simg”.

Stop al dolore, gratis

L’ambulatorio ubicato nell’unità operativa di Farmacologia Clinica dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, diretto dal professore Giovambattista De Sarro, è la prima realtà in Italia dove c’è una stretta collaborazione tra medico di famiglia e ateneo. Una sinergia di saperi a disposizione dei cittadini, gratis. Inaugurato a marzo 2021 e aperto ogni mercoledì dalle 15:00 alle 18:00 (Campus Università di Catanzaro viale Europa Livello 2 padiglione C.U.O. di Farmacologia Clinica 0961/3694181) ha già preso in carico moltissimi pazienti calabresi, con oltre 150 accessi. “Persone che dopo un’attenta anamnesi – afferma la dottoressa Muraca – vengono visitati seguendo il metodo clinico Simg e una volta tipizzato il dolore insieme ai farmacologi dell’Università di Catanzaro, il professore Gallelli e la professoressa Palleria, viene decisa la terapia tailored su quel tipo di dolore e per quel tipo di paziente valutando le comorbidità del paziente stesso e le eventuali iterazioni farmacologiche. Nessuno viene mai lasciato nel suo dolore, ma accompagnato in un processo diagnostico terapeutico su misura. Ci avvaliamo anche di un supporto specialistico, abbiamo un team di specialisti qualora i pazienti necessitassero di ulteriori approfondimenti diagnostici: radiologi, reumatologi, neurochirurghi. Affianchiamo il paziente verso la risoluzione del problema. Questo centro nasce dalla necessità di creare rete tra Università e territorio, perché si cura meglio quando si comunica, ma soprattutto al fine di attivare precocemente la presa incarico globale del paziente con dolore per ridurre al minimo l’inappropriatezza prescrittiva, per evitare che il dolore acuto diventi dolore cronico. E’ ormai convalidata l’idea che il dolore persistente cambia le regole della fisiologia. La risposta della sensibilizzazione neuronale è inizialmente sempre reversibile, ma può divenire non più reversibile. Tale meccanismo fisiopatologico chiarisce quanto sia importante controllare sempre e subito, qualsiasi tipo di dolore in modo da prevenire la sua eventuale cronicizzazione. Questo ambulatorio nasce per rendere finalmente tangibile la legge 38 che vuole il medico di medicina generale parte attiva della rete dolore. Anzi, è il primo di livello di un processo e di un percorso diagnostico terapeutico del paziente con dolore che è una delle tante motivazioni di accesso negli ambulatori di medicina generale. Era necessario un team multidisciplinare in cui ci fosse si il medico di medicina generale, affiancato da un panel di esperti, ognuno con le proprie competenze, con un obiettivo comune: il bene del paziente”. (mti)

 

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