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A Sellia Marina il ricordo di Giuditta Levato

Ricordare Giuditta Levato, prima vittima nella lotta per il latifondo in Calabria nel 1946, per tenere viva la memoria di un personaggio simbolo della storia popolare locale e rinnovarne la testimonianza tra le nuove generazioni. Con questo obiettivo nella frazione Calabricata di Sellia Marina, lì dove la contadina venne al mondo, si è tenuta domenica una giornata tributo a Giuditta Levato, nell’anniversario dei 104 anni dalla sua nascita.  A promuoverla l’Associazione Sirena Ligea, in collaborazione con il Comune, nell’ambito di un progetto, sostenuto dalla Regione Calabria, che intende porre l’attenzione sulle personalità più importanti della storia calabrese e che ha avuto, negli scorsi mesi, un prologo dedicato a Vittorio De Seta di cui si è discusso insieme agli studenti del territorio. Alla giornata hanno portato il proprio saluto istituzionale il sindaco di Sellia Marina, Francesco Mauro, l’assessore al turismo e promozione del territorio, Giuseppina Frangipane, e la delegata alle pari opportunità e alla cultura del Comune di Sellia, Maria Amelio. Al dibattito hanno partecipato, tra gli altri, il segretario locale Cgil di Sellia Marina, Bruno Gemelli, e il figlio della Levato, Carmine Scumaci, insieme al nipote della stessa, Antonio Scumaci, quest’ultimo presidente dell’Associazione “Nuove idee per Calabricata”.

Momento culminante dell’iniziativa è stato il reading teatrale a cura del Teatro di Calabria, una produzione originale dal titolo “Quando si muore per non morire”, per la regia di Aldo Conforto, che ha visto gli attori Salvatore Venuto, Mariarita Albanese e Marta Parise leggere alcuni testi inediti di Luigi La Rosa e dedicati alla figura di Giuditta Levato. La chiusura in musica è stata affidata alle note del gruppo QuartoDiVino.

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