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Accuse di Petrini senza riscontri, la Procura chiede l’archiviazione per 17 indagati (NOMI)

“Gli elementi raccolti sono inidonei a sostenere efficacemente l’accusa in giudizio”. In estrema sintesi è questa la motivazione che ha portato la Procura di Salerno a chiedere l’archiviazione nei confronti di 17 indagati nell’ambito di uno stralcio dell’inchiesta “Genesi” scaturito dalle dichiarazioni rese agli inquirenti dal giudice Marco Petrini subito dopo il suo arresto avvenuto il 15 gennaio del 2020. L’ex presidente della Corte d’assise d’appello di Catanzaro è stato condannato in abbreviato a 4 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. Al centro del fascicolo, per il quale i pm salernitani hanno chiesto l’archiviazione per mancanza di riscontri, una serie di contestazioni formulate agli indagati dopo le dichiarazioni auto ed etero accusatorie (poi in parte ritrattate) dello stesso Petrini.

I nomi dei 17 indagati

L’ultima parola toccherà al gip chiamata a decidere sulla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Salerno nei confronti dei seguenti indagati: Vincenzo Arcuri, 70 anni di Cariati; Giuseppe Caligiuri, 51 anni di Cariati; Virginia Carusi, 82 anni di Cosenza; Lorenzo Catizone, 54 anni di Cosenza; Antonio Cristiano, 67 anni di Sambiase;  Roberto Biagio D’Elia, 53 anni di Cassano allo Ionio; Luigi Falzetta, 54 anni di Crucoli Torretta; Maria Stefania Gambardella, 56 anni di Lamezia Terme; Marco Petrini, 57 anni di Foligno; Rosetta Rago, 51 anni di Trebisacce; Ottavio Rizzuto, 72 anni di Cutro; Antonio Saraco, alias “Totò u cianciu”, 71 anni di Badolato; Francesco Saraco, 42 anni di Roma; Francesca Santagata, 29 anni di Oriolo (Cs); Emilio Santoro, 69 anni di Castrovillari; Palma Spina, 45 anni di Catanzaro; Giuseppe Tursi Prato, 68 anni di Casole Bruzio. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Francesco Calderaro, Agostino De Caro, Michele Gigliotti, Giuseppe Della Monica, Nico D’Ascola, Tiziano Saporito, Mario Murone, Rosaria Cribari, Franz Caruso, Bernardo Maraco, Marcella Locatelli, Vincenzo Maiello.

La richiesta di archiviazione

In sette pagine i pm spiegano le ragioni per le quali è necessario archiviare il fascicolo. Vengono meno per intervenuta prescrizione le accuse contestate ad Arcuri; per inutilizzabilità delle intercettazioni quelle all’ex assessore comunale di Crotone Ottavio Rizzuto (deceduto la scorsa settimana); per assenza di prove a sostegno della tesi accusatoria le contestazioni ad Antonio Saraco (padre di Francesco) e di elementi idonei nel caso di Lorenzo Catizone e della madre Virginia Carusi. Privo di rilevanza penale il rapporto definito dagli inquirenti “intimo” e “confidenziale” tra l’avvocato Spina e il giudice Petrini. “Tale rapporto – si legge nella richiesta di archiviazione vergata dal procuratore di Salerno Giuseppe Borrelli, dagli aggiunti Luca Masini e Luigi Alberto Cannavale e dal sostituto procuratore Maria Benincasa – non solo non è stato possibile individuare specifiche procedure tributarie oggetto di mercimonio illecito, ma nemmeno rinvenire un ‘indebito vantaggio””. Considerata invece “incerta e contraddittoria” le prova a carico di Antonio Cristiano e completamente assente nel caso di Rosetta Rago e di Roberto D’Elia. L’ultimo passo della richiesta è riservato all’attuale coniuge di Petrini, Maria Stefania Gambardella. Secondo gli inquirenti “l’espressione rivolta al marito – pur essendo indicativa di un disappunto nei confronti di una scelta di ammissione dei fatti – può essere letta, alternativamente alla iniziale ipotesi accusatoria – come una forte preoccupazione in ordine ai rischi cui aveva esposto sé stesso e la propria famiglia con le dichiarazioni rese e che la donna aveva appreso, verosimilmente, dallo stesso coniuge”. (mi.fa.)

 

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