Acquamala, narcotraffico tra Crotone e Catanzaro: 19 condanne e un’assoluzione (NOMI)

La Corte di appello di Catanzaro conferma il verdetto di primo grado per 2 imputati, sconti di pena per altri 17. Una condanna ribaltata in assoluzione
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di Gabriella Passariello- Diciannove condanne e un’assoluzione. Si chiude il processo di secondo grado anche per i venti imputati giudicati con rito ordinario finiti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro, nome in codice “Aquamala”, che ha portato il 23 ottobre del 2019 all’esecuzione di 13 misure cautelari su un totale di 57 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti con attività di spaccio anche nei pressi delle scuole e con il coinvolgimento di minori. Per altri 19 imputati, giudicati invece con rito abbreviato il verdetto di secondo grado è invece arrivato il 7 marzo scorso (LEGGI).

I nomi di chi ha scelto il concordato e le pene inflitte

I nomi di chi ha scelto il concordato e le pene inflitte

La Corte di appello di Catanzaro, presieduta da Fabrizio Cosentino, a latere Carlo Fontanazza e Abigail Mellace, oggi ha sentenziato, su concorde richiesta delle parti (il cosiddetto concordato), riformando la sentenza emessa al Tribunale di Crotone il 6 luglio 2021, la condanna per Damiano Amato a 3 anni, 11 mesi di reclusione e 7.100 euro di multa (in primo grado inflitti 6 anni e 11 mesi);  Damiano Bevilacqua, detto “Banana”, 2 anni, 5 mesi, 15 giorni e 4.300 euro di multa (in primo grado 4 anni, 1 mese e 15 giorni); Francesco Bevilacqua, detto “Pippo”, 2 anni 5 mesi, 15 giorni e 4.300 euro di multa (in primo grado inflitti 4 anni, 1 mese e 15 giorni); Rosetta Bevilacqua, 1 anno, 3 mesi e 2.100 di multa (in primo grado 2 anni); Antonio Manetta, detto “Chificio” 2 anni e 4 mesi e 7.100 di multa (in primo grado 3 anni e 7 mesi di reclusione);  Damiano Passalacqua, 1 anno, 7 mesi e 2.200 euro di multa (in primo grado 2 anni e 3 mesi); Pietro Ranieri, detto “Bambinone” 3 anni, 15 giorni e 3.100 euro di multa (in primo grado 6 anni e 15 giorni); Antonio Scerbo, 4 anni e 26mila euro di multa (in primo grado 7 anni); Maria Scicchitano, 2 anni, 7 mesi di reclusione e 5.400 euro di multa, (in primo grado 4 anni e 7 mesi); Martino Tarasi, 3 anni e 20mila euro di multa.

 Pene rideterminate

La Corte di appello ha sentenziato lievi sconti di pena nei confronti di Maurizio Abbruzzese, detto “Gambero”, condannato a 4 anni e 20mila euro (in primo grado inflitti 4 anni); Pasquale Crugliano, 4 anni e 20mila euro di multa (in primo grado 6 anni di reclusione); Franco Edda 1 anno e 2mila euro di multa (in primo grado 1 anno e 4 mesi); Riccardo Gualtieri, 1 anno e 2mila euro di multa (in primo grado 1 anno e 4 mesi);  Domenico Maida, detto Mico, 6 anni, sei mesi di reclusione e 30mila euro di multa (in primo grado 12 anni);  Giovanni Passalacqua, detto “Gigliotti” 2 anni e sei mesi di reclusione (in primo grado 3 anni e 6 mesi); Maurizio Sabato 2 anni e sei mesi (in primo grado 3 anni e 6 mesi).

Pene confermate

I giudici hanno confermato la pena inflitta dal Tribunale collegiale di Crotone nei confronti di due imputati: Giuseppe Oliverio condannato ad un anno di reclusione e Armando Passalacqua, detto “Labruto”, a cui sono stati inflitti 4 anni di reclusione

Assolto Alberto Carelli, detto Roberto per non aver commesso il fatto, in primo grado aveva incassato una condanna a due anni di reclusione.

Il blitz

L’indagine, convenzionalmente denominata “Acquamala”, ha fatto luce su una presunta associazione criminale operante nel quartiere Acquabona di Crotone. Gli inquirenti hanno ricostruito gli assetti organizzativi della compagine criminale, documentando il traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana e hashish) e hanno individuato i canali di approvvigionamento della droga da parte della famiglia Manetta, operante nel quartiere rom di Crotone, attraverso i loro rapporti con la famiglia Abbruzzese, attiva nella città di Catanzaro, la famiglia Mannolo di Cutro e comuni limitrofi, la famiglia Scerbo-Tarasi di Isola Capo Rizzuto, le famiglie Raso-Luccisano, la cui area di influenza è Rizziconi, nella piana di Gioia Tauro.

Il collegio difensivo

Nel nutrito collegio difensivo compaiono tra gli altri i nomi degli avvocati Mary Aiello, Mario Nigro, Carolina Carbone, Mario Lucente, Mario Prato, Tiziano Saporito e Romano Liotti.

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