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A Erika Crispo arrivano le scuse di Vivacqua dopo le minacce

Erika Crispo minacciata

«Ho fatto lo sbruffone, chiedo scusa alla giornalista Erika Crispo». Le parole sono del direttore tecnico del Parco acquatico di Rende Antonio Vivacqua al centro di una bufera dopo aver minacciato pesantemente la giornalista Rai Erika Crispo “colpevole” di aver realizzato un servizio per la Tgr Calabria in cui si evidenziavano le tante mancanze della struttura e il disagio dei dipendenti.

La lettera inviata a Giornalisti Italia

La lettera di scuse di Vivacqua a Erika Crispo arriva alla redazione di Giornalisti Italia (qui la lettera integrale), il quotidiano online dedicato al mondo del giornalismo, ed è indirizzata a Pasqualino Pandullo caporedattore della Tgr Rai Calabria.

Subito dopo le sgradevoli e inquietanti minacce del direttore tecnico del Parco acquatico (che il sindaco di Rende Manna ha tolto alla società di cui Vivacqua è direttore tecnico), è arrivata immediata la solidarietà a Erika Crispo da parte di Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e segretario generale aggiunto della Fnsi, Michele Albanese, presidente dell’Unci Calabria e responsabile Fnsi per la Legalità, e Lucio Musolino, rappresentante della Calabria nell’Osservatorio nazionale sulla legalità della Fnsi.

Sindacato Giornalisti della Calabria che, come detto da Parisi, si costituirà parte civile nel processo.

La lettera di Antonio Vivacqua

Nella lettera di scuse a Erika Crispo, Vivacqua fa una pesante autocritica sul suo comportamento spiegando che la giornalista aveva assicurato «che avrebbero effettuato solo delle riprese video e non delle audio registrazioni in quanto non ero autorizzato né dall’amministratore della società e né dall’avvocato della stessa. Non voglio giustificarmi perché so che ho detto parole orribili ma questo è il motivo per cui ho perso il controllo ed è l’unica verità di questa storia».

Un incontro per porgere le scuse

Il direttore tecnico chiede la possibilità di «un incontro, anche presso gli Uffici della Rai di Viale Marconi, in Cosenza, al fine di porgere, qualora possibile, le mie scuse alla dipendente Rai pesantemente offesa». In più Vivacqua sottolinea come abbia voluto fare «lo sbruffone, il “guappo” che non sono» con le parole e che le ingiurie proferite ad Erika Crispo «non avrebbero mai potuto avere un seguito in quanto non sono mai stato una persona violenta o aggressiva o offensiva».

© Riproduzione riservata.

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