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Alibante, i favori del boss all’ex sindaco Costanzo in cambio di voti e la mazzetta di 100mila euro

di Gabriella Passariello- Il luogo è il Comune di Falerna, la data è quella del 25 maggio 2014. Giovanni Costanzo, sindaco uscente si era ricandidato alla carica di primo cittadino per il secondo mandato, a capo della lista civica “Rinascita Democratica e popolare”, decide, in base alle ipotesi accusatorie confluite nell’operazione Alibante, di accettare la promessa del boss Carmelo Bagalà di procuragli voti in cambio del suo impegno, qualora fosse stato rieletto,  di variare la destinazione d’uso dei terreni agricoli intestati alla Sole srl ubicati in località San Pietro del Comune di Falerna e riconducibili allo stesso capo cosca e alla figlia Maria Rita, avvocato di professione e considerata la mente legale dell’associazione. Il 7 novembre 2018, sebbene la destinazione d’uso dei terreni della Sole srl non fosse ancora formalmente mutata, il Comune di Falerna si era comunque attivato per realizzarla avviando una procedura di variante al Psc, risultata in fase di concertazione.

L’accordo per deviare l’esito delle elezioni comunali

L’esistenza di questo accordo politico mafioso trova riscontro, secondo il gip firmatario dell’ordinanza che ha portato a 19 misure cautelari, nell’attività di indagine e soprattutto nelle dichiarazioni di un’ imprenditrice, definita custode delle confidenze di Bagalà, che aveva riferito agli inquirenti come il boss, non potendo esporsi in prima persona per la sua caratura criminale, aveva dato mandato ai fidati Alessandro e Mario Gallo, di procacciare voti in favore di Costanzo, defenestrato da consigliere provinciale in seguito all’inchiesta, per ottenere in cambio la modifica di destinazione di uso dei terreni. Peraltro le affermazioni rese dall’imprenditrice circa l’esistenza di un accordo finalizzato a deviare l’esito delle elezioni in favore di Giovanni Costanzo hanno trovato conferma nelle stesse dichiarazioni rese da Bagalà e da alcuni dei sui più stretti collaboratori inconsapevoli di essere intercettati. “Giovanni mi ha garantito che lui questa estate, prima dell’estate approva il piano, ha detto stai tranquillo che entro… ‘c’era un errore tecnico, io quest’estate l’iter l’ho chiuso, ho fatto una riunione a febbraio e ti ho detto che ho finito, dobbiamo solo… dobbiamo solo fare il consiglio comunale’ per approvarlo”.

La mazzetta da 100mila euro

In base a quanto riferito dalla imprenditrice, nelle intenzioni di Bagalà, una volta ottenuta la variante al piano regolatore, c’era l’avvio di un’importante lottizzazione, con l’edificazione e la rivendita dei manufatti realizzati lucrando un’ingente plusvalenza. Per realizzare il suo piano avrebbe corrisposto all’allora sindaco di Falerna una tangente di 100mila euro :“Bagalà circa cinque, sei anni fa aveva acquistato un terreno agricolo posto alle spalle dell’Hotel dei Fiori. Carmelo mi aveva confidato- dichiara l’imprenditrice- di aver già consegnato al vecchio proprietario di quel fondo e del quale non ricordo il nominativo il denaro necessario per concludere la compravendita che ammontava a 250mila euro. Carmelo Bagalà per realizzare il suo importante progetto aveva bisogno dell’appoggio della locale amministrazione comunale di Falerna e per tale motivo nel corso dell’ultima campagna elettorale forniva attivamente appoggio elettorale all’attuale sindaco Giovanni Costanzo. Mi confidava, inoltre, di aver raggiunto un accordo con Costanzo, il quale, qualora rieletto sindaco in cambio del suo impegno per variare la destinazione di uso del fondo da agricolo a edificabile, gli avrebbe consegnato a titolo di mazzetta la somma di 100mila euro”.

L’appoggio elettorale del boss in cambio di favori

Anche la vicenda relativa all’approvazione di una convenzione tra il Comune presieduto da Costanzo e la Calabria Turismo “appare emblematica di uno strutturato rapporto di dare e avere, il cui perno si fondava sull’appoggio elettorale da parte di Bagalà in cambio dell’emanazione di provvedimenti amministrativi a lui favorevoli”. Costanzo, per il giudice delle indagini preliminari, ha assunto il ruolo di concorrente esterno della cosca Bagalà: “pur non potendosi ritenere inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, ha fornito tuttavia un concreto, specifico, consapevole contributo nel rafforzamento delle capacità operative dell’associazione”. Si sarebbe messo a disposizione della cosca anche quando all’esito del Consiglio comunale del 23 ottobre 2015, nonostante le opposizioni sollevate in aula sui profili di illegittimità della delibera relativa alla convenzione tra l’ente e la Calabria Turismo srl, ha contribuito in maniera determinante all’approvazione dell’atto di convenzione che risultava indispensabile alla Calabria Turismo srl per ottenere la seconda tranche del finanziamento pubblico. Finanziamento concesso il 5 marzo 2015, con decreto dirigenziale regionale. Le opposizioni sollevate in Consiglio comunale erano state poi  avvalorate a gennaio 2016 , quindi tre mesi dopo l’approvazione della convenzione con l’ente comunale nel momento in cui la Calabria Turismo srl viene interdetta per infiltrazioni mafiose dalla Prefettura di Catanzaro per la sua riconducibilità a Carmelo Bagalà. Il 7 novembre 2018, a seguito di specifica richiesta di informazioni al Comune di Falerna, si era appreso che l’ente nonostante il provvedimento interdittivo, non aveva ancora revocato la convenzione con la Calabria Turismo srl, mantenendo nel tempo il legame con la società riconducibile alla criminalità organizzata, capace di introdursi negli apparati comunali e nelle attività di gestione dell’Ente, accrescendone il potere di condizionare la vita politica e amministrativa del territorio.

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