“Alla manifestazione a Roma la Calabria che non si fa comprare”

di Carmela Mirarchi

Si è tenuta a Roma il 9 febbraio scorso la manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil  contro le politiche economiche contenute nella manovra fiscale. In piazza anche moltissimi calabresi. Lo slogan era «Futuro al lavoro». La protesta nazionale dei sindacati è stata molto affollata. Nel corteo sfilano anche i “vecchi” leader della sinistra Massimo d’Alema, Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani, oltre al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Si è tenuta a Roma il 9 febbraio scorso la manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil  contro le politiche economiche contenute nella manovra fiscale. In piazza anche moltissimi calabresi. Lo slogan era «Futuro al lavoro». La protesta nazionale dei sindacati è stata molto affollata. Nel corteo sfilano anche i “vecchi” leader della sinistra Massimo d’Alema, Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani, oltre al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Tra i calabresi in piazza  nella capitale anche molti giovani della nostra terra che credono nel lavoro e nella crescita economica. Temi che, a loro avviso, l’attuale Governo non starebbe trattando in maniera adeguata.

E’ Michela Galluccio, giovane militante della Cgil, a raccontarci il viaggio e la manifestazione di Roma. Il suo è il punto di vista di una lavoratrice calabrese impegnata che crede nel lavoro e nel futuro di questa paese. Una giovane donna contraria all’assistenzialismo che svilisce le capacità e le ambizioni di ogni essere umano.

Michela, che Calabria ha visto alla manifestazione di Roma?

“Sabato scorso è scesa in piazza la Calabria che non ti aspetti. Le analisi delle grandi testate dipingono il popolo del sud in fila per il reddito di cittadinanza. Invece il 9 febbraio tantissimi calabresi, nonostante la proposta simbolo del M5S sia stata approvata il 17 gennaio, sono scesi in piazza. Questo perché i cittadini del sud non si arrendono a questo stereotipo e non si fanno comprare”.

Che fascia di età ha partecipato alla protesta?

“La fascia di età era ampia. Nel mio bus si respirava orgoglio calabrese. Abbiamo parlato di tutto (dalle ricette tipiche dei comuni all’analisi dei pro e contro della rivoluzione telematica). I dibattiti si sono accesi facilmente perché c’era passione.  Noi ragazzi più giovani e appassionati abbiamo ascoltato i racconti un po’ nostalgici della vecchia Italia. Non c’è malinconia, c’è speranza.  Quest’ultima è stata alimentata ancora di più al ritorno dalla manifestazione”.

E’ stata così partecipata e così emozionante come raccontano in molti?

“Eravamo tantissimi! (Mai vista tanta affluenza). Chiunque dica il contrario mente. I comizi sono stati emozionanti. Il Riders (un ragazzo di circa 20 anni) parla di come il suo lavoro dipenda da un’app e sia e di come ogni giorno rischia la vita per strada senza nessuna tutela. Poi l’intervento più atteso. Parla Landini ed entra nel merito tutto”.

In merito all’intervento del nuovo segretario della Cgil. Quali i punti salienti?

“Ha ribadito i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo. Ha parlato della riduzione degli investimenti per il Mezzogiorno. Landini ha ricordato che è dovere del sindacato fare in modo che il tuo futuro non debba dipendere dalla regione di nascita (Veneto o Sicilia che sia)”.

Tante emozioni per una donna che come te combatte per ciò in cui crede. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

“Tutti siamo rientrati con la consapevolezza che un governo intelligente non può ignorare questa piazza. Tornati in bus abbiamo iniziato a leggere i primi post su Facebook. Eravamo stanchi (notte in bianco, ore di cammino e ancora un lungo viaggio ad attenderci), alcuni scrivevano  di “vacanza romana”, chi ci chiamava “madamine pro-tav” . L reazioni sono state diverse, c’è chi si è arrabbiato, chi ha analizzato, chi se lo aspettava e chi ci ha riso su. Ma noi c’eravamo…”.

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