Allarme trasporti in Calabria, Mannella: “Qui non riesco a sviluppare la mia azienda, siamo messi male”

"Prezzi calmierati e sviluppo dell'asse ferroviario: urge un tavolo tra politica e imprenditori"

È cosa nota che la Calabria tutta sia afflitta da atavici problemi che sembra proprio non riescano a trovare una soluzione definitiva. E il problema dei trasporti ne è un riflesso notevole. Per le imprese calabresi, in particolare, spedire la merce sta diventando sempre più complicato. 

In Calabria la gran parte delle merci (oltre l’80%) viaggia su strada. Da tempo immemore le spedizioni sono in crisi perché il sistema delle infrastrutture, stradali e ferroviarie, risulta palesemente inadeguato a fronteggiare la domanda di trasporto e la congestione è diventata oramai la normalità. Strozzature, intoppi, limitazioni lungo strade e ferrovie, costi enormi: un quadro che spaventa e non poco il mondo produttivo. All’allarme sollevato da Giampiero Latassa e Mario Di Martino, si somma quello di Antonio Mannella.

In Calabria la gran parte delle merci (oltre l’80%) viaggia su strada. Da tempo immemore le spedizioni sono in crisi perché il sistema delle infrastrutture, stradali e ferroviarie, risulta palesemente inadeguato a fronteggiare la domanda di trasporto e la congestione è diventata oramai la normalità. Strozzature, intoppi, limitazioni lungo strade e ferrovie, costi enormi: un quadro che spaventa e non poco il mondo produttivo. All’allarme sollevato da Giampiero Latassa e Mario Di Martino, si somma quello di Antonio Mannella.

“Aumentare le vendite ci viene difficile”

Amministratore delegato di Mannella Group, tra le prime industrie boschiva del territorio delle Serre calabre, si occupa della lavorazione del legno, solo calabrese e prevalentemente di castagno, sotto forma di tronchi per travi, tavolate per mobili e paleria per recinzioni, vigneti ed ingegneria naturalistica. Un’azienda, con sede legale a Fabrizia, che esporta prevalentemente nel Nord Italia e Nord Europa. E che, in presenza di adeguate condizioni strutturali, potrebbe moltiplicare enormemente il proprio commercio. “In Calabria abbiamo pochi canali di sbocco e questo è un problema per i trasporti lunghi. Noi – dice Mannella a Calabria 7 – potremmo avere sviluppo per lunghe tratte coi treni. La mia azienda lavora nel Nord Europa da 10 anni ed è difficile reperire trasporti pur avendo la materia prima, dal momento che lavoriamo con materiale povero. Quando invece riusciamo a trovare i trasporti, ci imbattiamo in prezzi fuori da ogni logica. In questo modo aumentare le vendite ci viene difficile”.

Lunghe tratte e commerci vicini: è emergenza

Qualche anno fa, Mannella ha un’intuizione: la soluzione del trasporto intermodale, con camion interi caricati sui treni. In quel modo si risparmia tantissimo e pensavo di aver fatto bingo, ma poi ho scoperto che i camion vanno caricati a Salerno o Bari con conseguenti costi che si aggirano intorno agli 800 euro. Quindi il risparmio lo consumerei mandando camion a Bari o Salerno. Non riusciamo a mandare camion su lunghe tratte”. 

Ancora più grave la situazione dei commerci vicini: “Per il settore del legno sarebbe molto buono sviluppare un commercio in Sicilia, ma costa troppo. Mi converrebbe mandare camion in Emilia o Lazio, allo stesso prezzo”. La situazione, come già ricordato da Latassa e Di Martino, resta quella di calmierare i prezzi dei traghetti: “Non si possono amare 300 euro a camion solo per la traversata dello Stretto. Se lo faccio per turismo importa relativamente meno, ma un trasporto giornaliero per Palermo non può costare quanto uno per Bologna. A livello di logistica siamo veramente messi male e ci vuole l’intervento di qualcuno che prenda a cuore la nostra economia”.

“Voglio lavorare in Calabria ma bisogna agire”

Mannella sottolinea a più riprese che, in Calabria, la sua azienda non riesce a crescere: “Avrei la capacità produttiva di acquisire materiale e produrre di più, ma non riesco ad alimentare le vendite. Oggi è impensabile fare trasporti su strada, da Salerno in su hanno quantomeno il beneficio dei porti. Ho cercato di sviluppare la mia azienda in Danimarca, perché lì c’è una buona richiesta di legno, ma su gomma è impensabile”. La Sicilia e la Calabria, come confermato dall’imprenditore, dovrebbero essere un tutt’uno: “Io voglio lavorare nella mia terra. Rappresento la quarta generazione della mia famiglia, mio padre e prim’ancora mio nonno hanno sempre fatto di tutto per restare in Calabria e voglio che anche mio figlio lavori qui”. Dunque, l’appello finale: “Serve urgentemente un tavolo tra politica e imprenditori. I residenti in Calabria e Sicilia dovrebbero avere un trattamento calmierato dei prezzi, i trasporti costano veramente troppo”.

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