Alluvione a Vibo nel 2006, il processo riparte dalla Corte d’appello di Catanzaro: 14 imputati (NOMI)

Nell'elenco l'ex presidente della Provincia di Vibo Bruni e diversi ex dirigenti del Comune. Erano stati tutti assolti ma i familiari delle vittime hanno fatto ricorso
alluvione vibo

Riparte dalla Corte d’appello di Catanzaro il processo sull’alluvione che il 3 luglio del 2006 ha devastato le frazioni marine di Vibo provocando tre morti e danni per milioni di euro. La prima sezione presieduta da Loredana De Franco ha disposto infatti il decreto di citazione in giudizio per i quattordici imputati assolti dalle accuse contestate con sentenza emessa il 30 giugno del 2020 dal Tribunale di Vibo Valentia. A questo verdetto si sono opposti i familiari delle vittime che si erano costituiti parte civile.

Nell’elenco figurano l’ex presidente della Provincia di Vibo Ottavio Bruni, l’ex assessore provinciale ai Lavori Pubblici Paolo Barbieri, l’ex comandante della Polizia Municipale di Vibo Domenico Corigliano, gli ex dirigenti comunali Ugo Bellantoni, Giacomo Consoli e Silvana De Carolis, i proprietari di alcuni immobili in contrada Sughero. In primo grado erano stati assolti dall’accusa di disastro colposo perché il fatto non sussiste. Il Tribunale di Vibo aveva dichiarato la prescrizione già nel 2016 per i reati di omicidio colposo ed omissione d’atti d’ufficio. Gli imputati dovevano tutti rispondere di aver cagionato con condotte colpose, ognuno per i rispettivi ruoli, la morte del piccolo Salvatore Gaglioti (di soli 16 mesi) e dello zio Ulisse Gaglioti sommersi, unitamente a Nicola De Pascale (altra vittima dell’alluvione), da una colata di fango e detriti sulla Statale 18.

Tutti i 14 imputati citati a giudizio

Davanti alla Corte d’appello di Catanzaro il prossimo 3 aprile compariranno: Giovanni Ricca, 64 anni di Cosenza; Ugo Bellantoni, 88 anni di Vibo Valentia; Paolo Barbieri, 66 anni di Sant’Onofrio, Silvana De Carolis, 73 anni di Vibo Valentia; Giacomo Consoli, 72 anni di Vibo Valentia; Domenico Antonio Corigliano, 82 anni di Vibo Valentia; Pietro Paolo La Rosa, 69 anni di Rosarno; Raffaella Marzano, 73 anni di Vibo Valentia; Alessandra Marzano, 71 anni di Roma; Maria Antonietta Marzano, 68 anni di Vibo Valentia; Fabrizio Pasquale Scipione Marzano, 60 anni di Peschiera Borromeo; Ottavio Gaetano Bruni, 80 anni di Sant’Onofrio; Ottavio Amaro 65 anni di Reggio Calabria; Filippo Valotta, 60 anni di Vibo Valentia.

Legambiente tra le parti civili

Tre gli enti chiamati a rispondere quali responsabili civili: il Comune di Vibo, difeso dall’avvocato Nicola Lo Torto, la Provincia di Vibo, rappresentato dall’avvocato Francesco Maione, la Regione Calabria, assistita dall’avvocato Antonio Montagnese. Fra le parti civili citate, oltre ai familiari delle vittime e a una serie di privati cittadini (assistiti dall’avvocato Giuseppe Pasquino), c’è anche Legambiente Calabria rappresentata dall’avvocato Rodolfo Ambrosio. 

Diritto alla difesa

I quattordici imputati sono difesi dai seguenti avvocati: Francesco Adamo, Giuseppe Di Renzo, Giovanni Marafioti, Antonio Fuscà, Ernesto D’Ippolito, Domenico Giosuè Megna, Antonio Crudo, Giovanni Vecchio, Luigi Li Gotti, Giuseppe Altieri.

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