“Amavo Giulia, la volevo solo per me. Voglio pagare per ciò che ho fatto”, l’interrogatorio a Filippo Turetta

“O me o le tue amiche, o me o la tua famiglia”: lo stalking psicologico perpetrato dall'ex fidanzato, secondo le indagini difensive della famiglia Cecchettin

“L’amavo, la volevo per me, non accettavo che fosse finita”. È questo il senso delle parole che avrebbe detto al pm Filippo Turetta nel corso dell’interrogatorio di ieri durato nove ore. Il 21enne, come già fatto nelle dichiarazioni al gip, avrebbe affermato di voler “pagare e scontare la pena per le mie responsabilità di un omicidio terribile”.

“Atteggiamento collaborativo”

“Atteggiamento collaborativo”

Il giovane che ha ucciso Giulia Cecchettin al pm avrebbe detto più volte di essere pentito. L’interrogatorio è stato più volte interrotto dal pianto. Turetta ha dimostrato “un atteggiamento molto collaborativo”, viene riferito dal pm di Venezia Andrea Petroni nell’interrogatorio di ieri in carcere a Verona, entrando nei “minimi dettagli” del femminicidio e spiegando di avere ucciso Giulia a Fossò, nella seconda fase dell’aggressione, come confermato anche dagli esiti dell’autopsia.

“O me o le tue amiche, o me o la tua famiglia”

“O me o le tue amiche, o me o la tua famiglia”. Secondo le indagini difensive del legali della famiglia Cecchettin, Turetta avrebbe provato a mettere Giulia di fronte a questa scelta anche dopo la fine della loro relazione. I familiari della ragazza presto depositeranno alla Procura di Venezia una memoria con dichiarazioni di amici e parenti di lei ma anche chat e audio che farebbero pensare a “uno stalking psicologico” da parte dell ex fidanzato.

Le prime risposte dall’autopsia

Nel frattempo, l’autopsia di Giulia Cecchettin è durata 14 ore e si è conclusa la notte scorsa. nell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Padova. Gli esperti hanno cercato di concludere gli accertamenti il più in fretta possibile per accelerare le procedure burocratiche di restituzione del corpo alla sua famiglia desiderosa di salutare la ragazza. Col nulla osta della Procura di Venezia si potranno celebrare le esequie martedì a Padova dove sono aspettate migliaia di persone nella chiesa di Santa Giustina Maggiore in Prato della Valle. L’esame ha confermato che Giulia è morta perché ha perso molto sangue a causa della ventina di coltellate che le ha inferto Turetta. (AGI)

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