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Amministratori nel mirino, il prefetto di Catanzaro: “Solo uniti si combatte la ‘ndrangheta” (VIDEO)

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Le ‘strategie di prevenzione e contrasto agli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali in un quadro di leale collaborazione interistituzionale’. Di questo si è parlato stamattina nel corso della seconda e ultima giornata formativa rivolta ai sindaci del Catanzarese, svoltasi nella ‘Sala del Tricolore’ della Prefettura di Catanzaro.

A causa di ‘motivi di salute’, non hanno preso parte all’incontro il questore del capoluogo Maurizio Agricola e il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Presenti il prefetto Maria Teresa Cucinotta, che ha introdotto i lavori; il presidente di Anci Calabria Marcello Manna; il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Economia e Sociologia dell’Università ‘Magna Graecia’ di Catanzaro Geremia Romano; il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri di Catanzaro Antonio Montanaro e il generale Dario Solombrino, comandante provinciale della Guardia di finanza.

Il prefetto: “Dobbiamo essere tutti dalla stessa parte”

Nel corso della giornata formativa è stata avvertita la necessità di “essere tutti dalla stessa parte” per “fronteggiare un fenomeno che, se nel 2020 ha avuto un momento di ‘calo’ da un punto di vista statistico, nel 2021 ha visto una nuova recrudescenza”. Questo, a giudizio del capo dell’Ufficio territoriale del governo Maria Tersa Cucinotta, significa che “non dobbiamo mai abbassare la guardia” perché “nessuno può combattere la ‘ndrangheta lottando da solo. Solo uniti si può pensare di sconfiggere il fenomeno”.

Una “proficua sinergia tra i soggetti istituzionali”

L’iniziativa svoltasi oggi ha ripercorso, dunque, i temi trattati nel precedente incontro, tenutosi il 29 giugno, “nel corso del quale è stato possibile fornire utili elementi di conoscenza sui diversi profili problematici e sulle dinamiche che possono innescare episodi intimidatori nonché sulle possibili misure di prevenzione, favorendo, al contempo, una proficua sinergia tra i soggetti istituzionali chiamati a prevenire e contrastare il fenomeno”.

Il dato “allarmante” delle intimidazioni

Durante la giornata formativa, ci si è soffermati anche su un dato “allarmante” e “costante” allo stesso tempo. Un dato che “dovrebbe far riflettere”, riferito al numero delle intimidazioni dal 2013 al 2020, che si aggirano intorno a 650 all’anno, come del resto è emerso anche dal monitoraggio condotto da Avviso Pubblico basato sullo studio di notizie di stampa locali e nazionali, delle interrogazioni parlamentari e delle segnalazioni dei propri coordinamenti territoriali.

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