Regionali e alleanze, Irto a tutto campo: dal “terremoto” nel Pd al nuovo corso con Letta

di Bruno Mirante –  La marcia di avvicinamento alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale vede il candidato del Partito democratico, Nicola Irto, impegnato negli ultimi giorni in una serie di confronti con i circoli e con le federazioni provinciali. Nella giornata di ieri il vicepresidente del Consiglio regionale ha incontrato il partito di Catanzaro mentre domani sarà ospite del circolo di Vallefiorita insieme a Nicola Oddati, già responsabile dell’iniziativa politica del Pd nella segreteria di Zingaretti. Abbiamo raggiunto Irto per conoscere il suo punto di vista sul percorso che ha portato alle dimissioni dell’ex segretario nazionale e all’elezione di Enrico Letta. E soprattutto per comprendere se il cambio al vertice possa in qualche misura incidere sull’indicazione di Irto quale candidato della coalizione (in costruzione) del Centrosinistra.

Enrico Letta è il nuovo segretario nazionale del Pd, ritiene che sia la persona giusta per rilanciare un partito in crisi di identità e in calo di consensi?

Non scopro certo io il valore e le qualità che Enrico Letta ha sempre saputo dimostrare. Parliamo di un uomo esperto, serio e capace che ha fatto una scelta forte e ha dimostrato vero amore nei confronti del Partito Democratico e di ciò che esso rappresenta nel panorama politico italiano ed europeo. Ha un progetto ben chiaro in mente e questo si vede già dai primi atti concreti come l’indicazione di Irene Tinagli e Giuseppe Provenzano a suoi vice-segretari oltre che dall’indicazione di una segretaria forte, plurale, espressiva del pieno rispetto di genere. E poi non credo che il Partito Democratico sia in crisi di identità, quanto piuttosto credo sia chiamato ad assumersi una responsabilità ancora più forte di prima nell’aprirsi al dialogo costruttivo e al confronto, non subalterno, con tutte le forze veramente riformiste. È una sfida di non poco conto che ha bisogno di impegno da parte di tutti i soggetti chiamati in causa. Ma è anche una sfida stimolante e foriera di grandi prospettive per il Paese.

Crede che il terremoto politico che si è abbattuto sul Pd possa determinare delle ricadute a livello regionale considerato che la sua stessa candidatura a governatore è espressione della segreteria Zingaretti?

Io credo che Zingaretti abbia fatto un gesto estremamente coraggioso: ha fatto un passo indietro personale perché il PD ne possa fare tanti in avanti. Io non lo definirei affatto un “terremoto”. Quanto alla mia candidatura, una candidatura largamente condivisa sul territorio, essa nasce sulla scorta di percorso avviato dal PD nel solco dell’idea del rinnovamento avviata in questi anni. E, come detto, mi pare proprio che quell’idea sia forte e salda anche nell’impostazione decisa da Enrico Letta. Siamo chiamati a lavorare per un obiettivo comune che è più grande delle ambizioni dei singoli. Credo di poter contribuire a far germogliare e crescere questa impostazione anche in Calabria e le risposte che giorno dopo giorno arrivano dal territorio incoraggiano questa mia consapevolezza. Ma proprio perché di personalismi si muore, io sono e sarò a disposizione del bene superiore che è la Calabria e il suo futuro.

Capitolo alleanze. Quale sarà il perimetro della coalizione che sosterrà Nicola Irto? Pensa che riuscirà a convincere il Movimento 5 Stelle?

Il perimetro è definito da quello che dicevo prima: c’è l’esigenza di aprire una stagione riformista coraggiosa e seria, altrimenti per la Calabria il futuro sarà tutt’altro che roseo. Questo si traduce in un impegno concreto per chiunque abbia voglia di contribuire, chiunque senta di poter dare man forte ad un progetto ambizioso ed entusiasmante. Non è l’ora dei tatticismi ma bisogna guardare al contesto, all’obiettivo e a come raggiungerlo con il contributo di chi crede che la Calabria possa davvero essere una regione europea, una regione capace di attrarre e di far tornare chi l’ha dovuta lasciare, una regione da non abbandonare. Il Movimento 5 Stelle è una forza politica che anche in Calabria è stata capace di intercettare un consenso spinto dal desiderio di rottura col passato, di trasparenza e di partecipazione: ecco, quei principi, attualizzati, sono il fondamento della proposta che stiamo costruendo e che sottoporremo agli elettori calabresi.

Anche tra gli alleati “classici” del Pd come Articolo 1 c’è chi guarda con interesse alla proposta politica di De Magistris, che ne pensa?

Il sale della democrazia sono il confronto e la dialettica, mezzi fondamentali sempre e ancor di più in questa fase politica. È utile interrogarsi sul perché qualcuno, a cui in alcuni casi sono anche legato da amicizia personale oltre che da percorsi politici comuni, oggi guardi altrove: le sue ragioni possono essere un importantissimo strumento di analisi e di critica costruttiva sul quale migliorare il progetto e renderlo ancora più solido e inclusivo.

Ha sentito l’ex governatore Oliverio? Sarà al suo fianco in questa battaglia?

Mario Oliverio ha una grande esperienza politica alle spalle, il che è sempre un valore importante nella costruzione di un progetto che ha come obiettivo il governo della Calabria. E sono certo che, da uomo di partito quale lui è, saprà dare il suo apporto qualificato.

Come giudica l’azione della giunta regionale e della struttura commissariale nel contrasto alla pandemia?

Vorrei risponderle “quale azione?”, ma se ci rifletto mi rendo conto che se il presidente facente funzioni Spirlì fosse rimasto assolutamente fermo, avrebbe fatto meno disastri di quanti invece ne ha prodotti. Al contrario, la sua Giunta è rimasta perfettamente immobile, eccezion fatta per l’attivismo su nomine inopportune e sovvenzioni “a pioggia” più simili a spese da campagna elettorale che a misure realmente utili ai calabresi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, non serve che sia io a sottolineare quanto sia grave che docenti e studenti debbano attendere fino a sera di sapere se il giorno dopo dovranno fare lezione in presenza o a ricordare come la Calabria sia tenacemente all’ultimo posto nei numeri sull’avanzamento della campagna di vaccinazione. Intanto sono centinaia i nuovi contagi quotidiani e si deve rivedere al rialzo ogni giorno il numero dei decessi da Covid-19. Questi sono fatti e sono più importanti di ogni giudizio che io possa esprimere.

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