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Anticorruzione negli Enti: chi non gradisce la ‘trasparenza’/1

trasparenza

Prima puntata di un’inchiesta di Calabria7 fra assessori e consiglieri di Comuni e Province calabresi

di Nico De Luca –

Chi si occupa di pubblica amministrazione conosce bene la sigla: si chiama ANAC  e significa Autorità Nazionale AntiCorruzione. Questo organismo amministrativo autonomo fu costituito come Civit (Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’ integrità delle amministrazioni pubbliche) nel 2009 dal Governo Berlusconi allo scopo di favorire la massima trasparenza nella gestione e nella consultazione della cosa pubblica

Monti ne cambiò denominazione in CiviT-Ana ed infine Renzi nel 2014 perfezionò il cambiamento dando all’ente ampi poteri per il contrasto alla piaga della corruzione.

Con il decreto legislativo n 33 del 2013 (articolo 14, comma 1, lettera F) l’ ANAC ha stabilito che tutti i comuni sopra i 15.000 abitanti debbano pubblicare (sul proprio sito istituzionale) i dati reddituali patrimoniale degli amministratori, compresi  coniugi non separati  e parenti fino al secondo grado.

In questo modo si concretizza (o almeno dovrebbe) una garanzia di trasparenza attraverso cui ogni cittadino può esercitare il cosiddetto accesso civico, vedere quanto percepisce l’amministratore e capire se questi trae dagli introiti dell’incarico pubblico i fondi necessari per vivere o se ha un’autonomia reddituale che lo rende di per se resistente ad eventuali forme di corruttela.

LA REGOLA

Ogni Comune allora, attraverso un proprio responsabile alla Trasparenza appositamente identificato, provvede a richiedere in modo tassativo – in genere entro il 30 ottobre di ogni anno –  i documenti da pubblicare: la dichiarazione dei redditi, il curriculum, dati relativi all’assunzione di altre cariche e relativi compensi, altri eventuali incarichi a carico della finanza pubblica; situazione patrimoniale complessiva propria e se accettano anche quella dei propri familiari.

Ma quali sono i comuni e le province calabresi che rispettano la legge? E’ possibile individuare quali rappresentanti eletti dal popolo vivano di proprio reddito e chi invece possa contare solo sui compensi pubblici perché privo di occupazione?

Lo vedremo nei prossimi giorni.

Redazione Calabria7

© Riproduzione riservata.

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