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Anziani maltrattati e denutriti, sequestrata casa di riposo a Reggio: tre indagati

casa di riposo

Anziani maltrattati, denutriti e sedati affinché non creassero problemi. È il quadro emerso in una casa di riposo di Reggio Calabria, individuata dai Carabinieri, che hanno eseguito stamane un provvedimento di sequestro della struttura, emesso dalla locale Procura della Repubblica a carico di una cooperativa sociale-casa alloggio. L’immobile era stato abusivamente trasformato in una casa di riposo per anziani. Tre le informazioni di garanzia notificate alla rappresentante legale della struttura e a due operatori socio sanitari, accusati a vario titolo di abbandono di persone incapaci, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione sanitaria.

Le indagini

L’indagine condotta dai carabinieri del Nas della compagnia di Reggio Calabria, era stata avviata nel marzo 2020, quando, in piena pandemia, un ospite della struttura sanitaria, ubicata nel quartiere reggino di Ciccarello, era risultato positivo al Covid e ricoverato, in gravi condizioni, all’ospedale di Reggio Calabria. Nel giro di un mese, il paziente ed altre due donne, ospiti nella stessa casa di riposo, erano deceduti a causa del virus, ed altri cinque degenti risultati contagiati. Immediatamente i militari del Nas e della Compagnia Carabinieri di Reggio Centro, sotto il coordinamento della Procura, avevano eseguito un’ispezione al fine di verificare le condizioni della struttura e le misure in atto per il contenimento del contagio da Coronavirus, constatando che la casa alloggio, autorizzata solo per sei unità ed “a bassa intensità assistenziale”, in realtà era stata trasformata in casa di riposo con oltre dieci ospiti, di cui molti non autosufficienti e allettati, bisognevoli di cure e terapie farmaceutiche continue e, quindi, di una assistenza altamente professionale.

È stato accertato, inoltre, che non vi era alcuna autorizzazione né erano mai state fatte le previste comunicazioni alle autorità di pubblica sicurezza, e che l’assistenza agli anziani veniva assicurata solo dalla cuoca e da due operatori sanitari (i quali somministravano abusivamente anche i farmaci). La rappresentante legale della struttura, secondo quanto constatato dagli inquirenti, non riforniva adeguatamente di derrate alimentari la struttura. Per tali moviti molti anziani, soprattutto quelli allettati, erano malnutriti o lasciati privi di cibo (una degente arrivò a pesare addirittura 35 kg) e venivano sedati somministrando loro massicce dosi di medicinali con effetto psicotropo. Le gravissime condotte così riscontrate, anche grazie alla collaborazione dei parenti delle vittime, hanno fatto si che il gip del Tribunale di Reggio Calabria accogliesse la richiesta di sequestro avanzata dalla locale Procura della Repubblica.

© Riproduzione riservata.

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