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Appalti e incarichi affidati agli amici nel Catanzarese, in 11 a giudizio (NOMI)

di Gabriella Passariello- In dieci a giudizio e due imputati all’abbreviato. Il gup del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro ha mandato a processo amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori, coinvolti nell’inchiesta “Urbi et Orbi” che ha portato il 12 ottobre dell’anno scorso i  carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Catanzaro a notificare 4 provvedimenti cautelari, uno dei quali agli arresti domiciliari, un altro al divieto di dimora e due misure interdittive, svelando un sistema clientelare, dove la cosa pubblica è piegata agli interessi personali, diventando merce di scambio. In particolare ha rinviato a giudizio il responsabile tecnico dell’Ufficio comunale di Palermiti, Olivadi e anche Centrache e Borgia (a secondo del periodo storico) Ubaldo Valentino, 59 anni, residente a Davoli; Nicola Malta, 34 anni, di Catanzaro, ma residente ad Olivadi; l’architetto Francesca Carito, 54 anni, residente a Stalettì; l’imprenditore Fabrizio Vito Paparazzo, 47 anni, residente ad Olivadi; Pietro Marchione, 43 anni, di Lamezia Terme, legale rappresentante della ditta Ecosan srl; Pasquale Emanuele, 51 anni, di Palermiti, addetto all’Ufficio tecnico comunale; Rosario Gerardo Scalzo, 53 anni, di Palermiti, tecnico-geometra; Fernando Sinopoli, 41 anni, residente e primo cittadino di Centrache;  Rocco Onofrio Ranieri, 49 anni, residente e vice sindaco di Centrache; Giuseppe Valentino, 21 anni, residente a Palermiti figlio di Ubaldo Valentino e Antonella Conte, 49 anni residente a Palermiti, moglie di Ubaldo Valentino. Il processo nei loro confronti inizierà il prossimo 11 febbraio. Invece Antonio Notaro, 57 anni, di Palermiti, titolare dell’omonima ditta e nipote di Domenico Notaro, già sindaco di Palermiti e Davide Lamanna, 47 anni, di Catanzaro, dipendente di Esi Sud srl, coinvolti nella stessa inchiesta, hanno optato per il rito abbreviato, che verrà discusso il prossimo 7 luglio.

Le accuse contestate

Gli imputati sono accusati a vario titolo di falsità materiale e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso di ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti, peculato, per fatti commessi in un arco temporale che va dal 2017 fino al 2019.

“Carte false” per gli amici

   Appalti affidati agli amici, in base ad accordi raggiunti via telefono e alle utilità che ne potevano derivare, incarichi aggiudicati per ottenere visite mediche gratuite o il posto assicurato in azienda per sistemare il figlio, dove il dominus per investigatori e inquirenti è Ubaldo Valentino, che risponde di ben 14 ipotesi di accusa. E’ lui che avrebbe affidato gli incarichi direttamente, senza un regolare bando di gara, falsificando atti per favorire gli amici, “inventando” di aver tenuto conto di altri preventivi prima di affidare quel determinato mandato al privilegiato di turno. Ed è sempre lui che avrebbe archiviato un procedimento amministrativo avviato per accertare un abuso di ufficio, avvantaggiando persone dalle quali aveva a sua volta ricevuto molteplici incarichi, favori elargiti sempre e comunque per ricevere un proprio tornaconto personale.

Il collegio difensivo

Nel collegio difensivo, compaiono tra gli altri i nomi degli avvocati  Domenico Corte,Giovanni Caridi,Giuseppe Commodaro, Vittorio Ranieri, Simone Rizzuto, Massimiliano Carnovale, Andrea Gentile, Saverio Viscomi e Felice Siciliano

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