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Area demaniale usata per coltivare marijuana nel Reggino, 4 arresti (VIDEO)

Nelle prime ore della giornata di ieri, 26 settembre,  a Villa San Giovanni e Reggio Calabria, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, diretta dal procuratore  Giovanni Bombardieri, i carabinieri della compagnia di Villa San Giovanni, in collaborazione con il personale della compagnia di Reggio Calabria e dello squadrone eliportato Cacciatori Calabria, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di quattro soggetti, in quanto ritenuti responsabili di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti in concorso.

Il provvedimento cautelare nasce da una intuizione dei militari della Stazione Carabinieri di Calanna: nello specifico, movimenti anomali di persone hanno indotto i carabinieri a sospettare che un’area demaniale fosse utilizzata per la produzione di sostanze stupefacenti del tipo marijuana. Le successive attività d’indagine, coordinate dal sostituto procuratore Nunzio De Salvo e dal procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni, hanno permesso di raccogliere, anche grazie all’utilizzo di ausili tecnici, gli elementi di prova a carico dei quattro soggetti che, dal 1° agosto 2020 al 12 settembre 2020, si sono recati per ben undici volte in una porzione di terreno sito in località Lambusa della frazione Milanesi del Comune di Calanna, per coltivare 200 piante di marijuana, irrigate mediante un ingegnoso impianto di irrigazione.

Il cerchio si è chiuso definitivamente il 12 settembre, quando gli indagati hanno provveduto alla raccolta dello stupefacente, cosa che ha condotto anche alla contestazione per detenzione di sostanza stupefacente. Le successive indagini sulle autovetture usate dagli arrestati per recarsi sul sito della coltivazione e l’analisi dei loro profili social hanno quindi consentito la loro compiuta identificazione. La Procura della Repubblica di Reggio Calabria, a tal punto, avvalendosi delle risultanze investigative raccolte dall’Arma di Calanna, ha richiesto l’emissione di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti dei quattro indagati, accolta pienamente dal Gip. del locale Tribunale.I soggetti, in ottemperanza al provvedimento emesso dal Tribunale di Reggio Calabria, sono stato rintracciati, tratti in arresto e tradotti presso la casa circondariale di Palmi, dove sono stati messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Quello di oggi è solo l’ultimo dei risultati operativi conseguiti dai Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni nel contrasto ai reati in materia di sostanze stupefacenti.È di pochi giorni fa, infatti, nell’ambito dei servizi di osservazione e rastrellamenti condotti nelle aree rurali dell’entroterra, disposti dal comando provinciale carabinieri di Reggio Calabria, un analogo intervento dei militari del nucleo operativo e radiomobile di Villa San Giovanni, che, unitamente a quelli della  stazione di Fiumara e con l’ausilio dell’8° nucleo elicotteri Carabinieri di Vibo Valentia e dello squadrone eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria, hanno effettuato dei servizi di avvistamento in alcune aree ricadenti nella competenza del Comune di Fiumara dove, per caratteristiche e conformazione del territorio, si riteneva che potessero essere coltivate piantagioni abusive di cannabis illegale.

Dagli accertamenti svolti in località “Bolano” è stata ritrovata sita in area boschiva non recintata ma coperta da folta vegetazione naturale, una piantagione composta da 400 piante di cannabis dell’altezza media di oltre 4 metri. Al termine di prolungata attività di osservazione, sono stati individuati ed arrestati, in questo caso in flagranza di reato, altri 4 individui. Gli arrestati sono stati associati presso il carcere di Reggio Calabria – Arghillà, e Il Gip del tribunale di Reggio Calabria ha convalidato l’arresto dei quattro soggetti. La droga  e l’impianto di irrigazione rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro e rimarranno a disposizione dell’autorità giudiziaria. La canapa sarà inviata al reparto Carabinieri investigazioni scientifiche (Ris) di Messina per i successivi accertamenti di laboratorio.

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