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Armonie d’arte Festival al Salone del Libro di Torino

Dopo il doppio appuntamento nella sala Superfestival con due intensi dibattiti che hanno visto Armonie d’arte Festival, dialogare sull’eredità artistica straordinaria della ballerina e coreografa Pina Bausch e sul libro di Mario Caligiuri “Calabria Anima Mundi”, la partecipazione del festival calabrese al Salone del Libro di Torino si arricchisce di un nuovo importante incontro, questa volta come ospite dello stand ufficiale della Regione Calabria. “Ricerca e archeologia in Calabria alla fine degli anni Sessanta fra memoria ed imprese”, è il tema della conversazione al quale daranno il loro qualificato contributo l’archeologa Maria D’Andrea, la senatrice e membro della Commissione Cultura Margherita Corrado, la direttrice di Armonie d’arte Chiara Giordano, il direttore artistico di Leggere&Scrivere festival Gilberto Floriani e il professore Ermanno Arslan, eminente archeologo italiano, numismatico, storico, membro dell’Accademia dei Lincei. È proprio a lui che si deve l’avvio degli scavi che, alla fine degli anni Sessanta, hanno portato alla luce gli splendidi resti archeologici del parco “Scolacium” a Roccelletta di Borgia.

Laureato da poco, nel 1966 Arslan, beneficiario di una borsa di studio, approda in riva al Mare Ionio, in Calabria e intuisce che fra quegli uliveti, che sono un elemento aggiunto al fascino di “Scolacium”, giacciono le vestigia di due civiltà, quella magno-greca e quella romana. Un’intuizione straordinaria da cui si è dipanato tutto l’iter sfociato nell’istituzione di quello che è uno dei siti archeologici più importanti della Calabria e non solo.

È quello che fa l’archeologia, che in una terra generosa come la Calabria trova il suo “paradiso”, attraverso una ricerca che rende tangibili i segni della storia. Un dibattito fra esperti per fare il punto su quanto è stato fatto e su quanto ancora c’è da fare in termini di conservazione e soprattutto valorizzazione di un patrimonio invidiabile e dal valore inestimabile. «Un tema appassionante – ha dichiarato Chiara Giordano – quello della ricerca della grande ricchezza archeologica che la Calabria regala a piene mani. La nostra presenza in questo autorevole dibattito segna in particolare anche l’evoluzione del modo di guardare all’archeologia e ai suoi tesori.

Da quasi vent’anni, il nostro festival ha scelto come casa d’elezione proprio il parco “Scolacium”, un luogo dove il tempo sembra fermarsi, che ha sempre esercitato un fascino particolare sui tanti artisti di rilievo internazionale che abbiamo ospitato e che, dalle suggestive pietre del sito, hanno sempre tratto ulteriore ispirazione. Una reciproca esaltazione – ha spiegato la direttrice di Armonie d’arte – fra arte e storia, musica e archeologia che ha fortemente connotato il nostro festival nella felice intuizione di aprire ad una più ampia fruizione i luoghi di interesse storico».

A breve anche la presentazione ufficiale e dettagliata del programma 2019 di Armonie d’Arte Festival

( www.armoniedarte.com).

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