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Armonie d’Arte Festival, attesa per “Canto, alla Durata”

Dopo il successo di “Pagliacci” e in attesa della rappresentazione della “Tosca” il 23 agosto prossimo,
Armonie d’Arte Festival omaggia il poeta austriaco Peter Handke con uno spettacolo performativo dal titolo “Canto, alla Durata”, scritto e diretto Alberto Micelotta, noto al pubblico calabrese per il suo impegno civile a fianco di Klaus Davi.

Lo spettacolo, che rientra nella sezione “La nostra Bellezza” andrà in scena martedì 13 agosto alle ore 21.30 nel parco archeologico Scolacium a Roccelletta di Borgia. “Canto della Durata” vedrà la partecipazione di Patrizia Laquidara, cantautrice raffinata e brillante, vincitrice nel 2003 al Festival di Sanremo del Premio assoluto della critica Mia Martini, con un brano tratto dall’album “Indirizzo portoghese”, nel 2011 della Targa Tenco per il miglior album dialettale, più di recente, nel giugno scorso, con il suo album “C’è qualcosa qui che ti riguarda” entra nella cinquina del Premio Tenco per il miglior album. «Sono molto fiero dell’adesione di Patrizia – ha detto il regista Alberto Micelotta – che ci incanta con ogni suo disco. Come non ricordare la sua Lividi e Fiori che le valse il premio della critica a Sanremo o Mielato o la più recente Acciaio nelle quali, oltre alla voce meravigliosa, domina vera e propria poesia». In scena anche due musicisti, esperti improvvisatori, come Alessandra Rombolà al flauto e Ingar Zach alle percussioni, il giovane e fantasioso danzatore e coreografo Filippo Stabile con la collega Elena Mandolita, e Nicola Bremer. L’idea-guida è il testo del poema di Handke “Canto, alla Durata”, da cui è mutuato il titolo e il senso dello spettacolo che, utilizzando i vari linguaggi artistici, dalla danza, alla musica, al canto, alla stessa poesia, percorre i luoghi del sentimento della durata, di ciò che permane, che aspira all’eternità e alla trascendenza, a dispetto del sentimento dell’emotività, transeunte e caduco. Uno spettacolo affascinante che invita alla riflessione sul valore della durata, di ciò che permane nel continuo e ineluttabile cambiamento della vita, in un luogo come Scolacium, in cui “il tempo passa e rimane”, in cui il passare del tempo ha lasciato tracce indelebili.

L’evento performativo è composto da quadri che gettano luce, anche quando oscurano un particolare, sui suoni, sui sapori, sulle immagini, sugli odori, sulle consistenze tattili e sulle idee che caratterizzano il mantenere, il perdurare del concetto sentimentale, del senso di umanità. Seduto sulla “poltrona” della Durata, un attore – con testi originali – guida gli spettatori, rappresentati da una coppia di danzatori, attraverso la percezione immobile dell’eternità dinamica, oltre il tempo, oltre una geografia definita.

Redazione Calabria 7

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