Arresto Brutto, la minoranza di Simeri Crichi chiede le dimissioni del sindaco Mancuso

“Egr. Sig. Sindaco del Comune di Simeri Crichi intendiamo intervenire sulla vicenda che, negli ultimi giorni, ha portato alla ribalta della stampa nazionale e locale anche l’amministrazione del nostro comune. Crediamo, infatti, che i nostri concittadini, nostri elettori o meno, vogliano, pretendano e abbiano il diritto di ricevere delle delucidazioni a fronte degli eventi che hanno scosso questa Amministrazione Comunale, in seguito all’arresto di uno dei suoi assessori”. Lo scrivono in una lettera inviata al sindaco Pietro Mancuso i consiglieri del comunali di minoranza del Comune di Simeri Crichi Giancarlo Nagero, Pasquale Salerno e Antonio Fabiano, in riferimento all’arresto dell’assessore al Turismo Saverio Brutto nell’ambito dell’operazione “Basso Profilo” condotta dalla Dda di Catanzaro.

“Lei, però, signor sindaco, anziché affrontare tali questioni nelle opportune sedi istituzionali, quindi nel consesso consiliare, ha preferito trincerarsi dietro dichiarazioni rese a mezzo stampa nelle quali ha inteso esprimere all’Assessore la sua “solidarietà e vicinanza in questo particolare momento della sua vita”, limitandosi a sottolineare che “i fatti che gli stanno contestando non afferiscono al ruolo politico svolto nell’ambito dell’amministrazione comunale di Simeri Crichi” – prosegue la lettera. “Ciò – aggiungono –  come se fosse possibile distinguere l’operato pubblico dalla moralità e dall’etica dell’amministratore. Siamo sicuri che l’assessore Saverio Brutto saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati nell’ordinanza per cui è attualmente detenuto agli arresti domiciliari. Quello che, però, allo stato è certo è il fatto che egli risulti indagato per fatti connessi ad episodi mafiosi. È, allora, evidente – essendo questo il contesto – che le affermazioni relative alla vicenda espresse sul piano giudiziario e personale non possono egualmente valere sul piano politico. Saverio Brutto è assessore nella sua amministrazione comunale, rappresenta la comunità di Simeri Crichi, agendo e occupandosi di alcune materie amministrative su suo mandato”.

“Lei, però, signor sindaco, anziché affrontare tali questioni nelle opportune sedi istituzionali, quindi nel consesso consiliare, ha preferito trincerarsi dietro dichiarazioni rese a mezzo stampa nelle quali ha inteso esprimere all’Assessore la sua “solidarietà e vicinanza in questo particolare momento della sua vita”, limitandosi a sottolineare che “i fatti che gli stanno contestando non afferiscono al ruolo politico svolto nell’ambito dell’amministrazione comunale di Simeri Crichi” – prosegue la lettera. “Ciò – aggiungono –  come se fosse possibile distinguere l’operato pubblico dalla moralità e dall’etica dell’amministratore. Siamo sicuri che l’assessore Saverio Brutto saprà dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati nell’ordinanza per cui è attualmente detenuto agli arresti domiciliari. Quello che, però, allo stato è certo è il fatto che egli risulti indagato per fatti connessi ad episodi mafiosi. È, allora, evidente – essendo questo il contesto – che le affermazioni relative alla vicenda espresse sul piano giudiziario e personale non possono egualmente valere sul piano politico. Saverio Brutto è assessore nella sua amministrazione comunale, rappresenta la comunità di Simeri Crichi, agendo e occupandosi di alcune materie amministrative su suo mandato”.

“Non possiamo far finta che nulla sia successo, minimizzando la vicenda e relegandola, come pare sostenere lei, a condotte commesse in qualità di privato cittadino e non di pubblico amministratore. A ciò si aggiunga che il principale indagato nell’ambito del medesimo procedimento e da lei assistito come avvocato, è vicino alla sua persona – stando a quanto viene riportato dai giornali – ed è stato tra i principali artefici della sua vittoria elettorale. Ci smentisca, se può. È d’obbligo, allora, sottolineare come le ombre ed i sospetti di infiltrazione e di contiguità impongano un intervento politico. Chi è chiamato ad amministrare su delega dei cittadini non può rimanere indifferente di fronte a quanto successo, perché, è inutile nasconderlo, è venuto meno il rapporto di fiducia dato con il voto. Adesso, sono i cittadini di Simeri Crichi a chiedere a chi è stato eletto maggiore chiarezza e trasparenza di operato. È ora di analizzare in maniera più approfondita ciò che più ci riguarda: l’immagine di questa amministrazione, di questo Comune che viene percepita all’esterno. Se è giusto attendere gli esiti delle indagini e dei processi per conoscere l’entità e la vastità dei coinvolgimenti, altrettanto corretto è far sì che la politica sia al di sopra di ogni sospetto. Spetterà alla magistratura fare chiarezza, alla politica invece toccherà dare risposte. In questo momento v’è bisogno di alta etica e coraggio e, aggiungiamo, è necessario anche un forte senso di responsabilità. V’è bisogno che lei ammetta, con pudore, il suo fallimento istituzionale – conclude la lettera. Chiedere le dimissioni in queste circostanze è d’obbligo ma sarebbe molto più corretto ed eticamente onesto anticipare l’azione alla pretesa”.

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