Auto rubate d’estate e case svaligiate in inverno: gli affari da capogiro della “banda Paparatto”

di Mimmo Famularo – Il furto delle auto e il successivo riciclaggio nei mesi estivi; quello alle abitazioni in bassa stagione. Due bande di presunti ladri, veloci e organizzati. Capaci di aprire una macchina, rompere il blocco dello sterzo, accenderla con una centralina generalizzata e portarsela via in meno di un minuto per poi rivenderla successivamente sul web. Affari da capogiro tra Tropea e Ricadi, le principali località turistiche del Vibonese. E’ qui che agiva e colpiva il doppio sodalizio criminale smantellato all’alba di oggi dai carabinieri della Compagnia di Tropea al termine di un’inchiesta durata pochi mesi e coordinata dalla Procura di Vibo.

Dal riciclaggio di auto ai furti nelle abitazioni

Dal riciclaggio di auto ai furti nelle abitazioni

I ladri di auto avevano studiato tutto nei minimi particolari. Le loro vittime erano i turisti e le macchine a noleggio, obiettivo ritenuto perfetto per non “pestare i piedi” alla ‘ndrangheta e ai capi bastone del posto. Non proprio un lavoro stagionale perché per arrotondare il “fatturato” garantito dal business delle auto rubate e riciclate, un’altra banda, capeggiata secondo gli inquirenti dalla stessa persona, in bassa stagione si dedicava ad altro: i furti negli appartamenti. Anche qui non mancava la fantasia: per passare inosservati aspettavano le giornate di pioggia per coprirsi il più possibile o utilizzare l’ombrello prima di entrare in azione. Piani ben studiati ma non tutti andati a buon fine. In qualche occasione – come documentato dalle immagini di videosorveglianza acquisite dai carabinieri – i ladri sono stati messi in fuga. In un caso anche da un cane. Filmati a limite del grottesco finiti nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo Francesca Del Vecchio su richiesta dei sostituti procuratori Filomena Aliberti e Vincenzina Iannazzo che, sotto la supervisione del procuratore Camillo Falvo, hanno chiuso il cerchio dell’inchiesta condotta sul campo dai carabinieri della Compagnia di Tropea. Gli stessi che all’alba di oggi hanno eseguito sedici misure cautelari. In carcere è finito il presunto promotore e organizzatore di tutto, Antonio Paparatto, 49 anni di Ricadi. Con lui in manette anche Aldo Mangialavori, 42 anni di Rombiolo. Altri dieci sono stati sottoposti ai domiciliari, due all’obbligo di dimora e altrettanti all’obbligo di presentazione alla Pg. Complessivamente le misure cautelari sono sedici e tra gli indagati – come sottolineato dal procuratore Falvo – ci sono soggetti vicini anche alla criminalità locale.

Affari da capogiro con 150 auto rubate all’anno

I due gruppi operavano sulla “Costa degli dei” e, in particolare, tra Tropea, Ricadi e nei comuni limitrofi: dalla rinomata spiaggia di Grotticelle fino a Joppolo. Gli investigatori hanno calcolato un giro di affari di circa 150 auto rubate all’anno e un numero indeterminato di appartamenti svaligiati. Tutto è partito dall’arresto di Filippo Saragò, 38 anni di Tropea, sorpreso con le mani nella marmellata e fermato per il riciclaggio di due autovetture rubate. Gli inquirenti hanno quindi intuito che dietro tutto ciò c’era una vera e propria organizzazione. “Il dato di partenza – ha dichiarato il procuratore Camillo Falvo in conferenza stampa – era il numero di furti di auto che oramai si protraeva da diversi anni a Tropea. La caratteristica principale, che accomunava i furti, era che si trattava di auto intestate a società di autonoleggio”. Secondo gli inquirenti alla prima banda, quella dedita al furto e al riciclaggio delle auto apparterrebbero undici soggetti. “Acquistavano delle auto incidentate – ha sottolineato Falvo – sostituivano i documenti e le targhe con le auto rubate e, poi, con una modifica del telaio e il cambio del motore le rimettevano in circolazione tramite i siti di vendita online”. Quelle incidentate, invece, venivano smontate e vendute come pezzi di ricambio. Nell’operazione sono così rimasti coinvolti due sfasciacarrozze: uno a Mesiano, l’altro a Rosarno. Altri cinque soggetti farebbero parte del gruppo specializzato nel furto in appartamenti e, tra questi, compaiono i nomi di alcune donne. Facevano da vedetta per eludere i controlli delle forze di polizia. Il loro modus operandi era collaudato: studiavano nei dettagli la vittima da colpire e quando si presentava il momento giusto entravano in casa e, indisturbati, iniziavano a svaligiarla. Tra gli oggetti rubati i carabinieri hanno recuperato anche un fucile a canne mozze.

Grave danno all’immagine e al turismo

Notevole il danno all’immagine provocato soprattutto dal furto di auto a noleggio. Una quantità industriale in rapporto alla densità del territorio. Il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo, il colonnello Bruno Capece, ha ben sintetizzato le ripercussioni negative su un territorio che vive di turismo: “Le tariffe assicurative su Tropea – ha spiegato – avevano superato quelle di Napoli. Le agenzie di autonoleggio indicano tuttora nelle brochure anche l’attenzione ai furti, ne è derivato quindi un grave danno al turismo”.

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