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Autobomba a Limbadi, bocciato l’appello del pm. Rosina Di Grillo resta libera

Resta libera Rosina Di Grillo, accusata di tentata estorsione e lesioni aggravate nei confronti di Rosaria Scarpulla e Francesco Vinci, i genitori di Matteo Vinci, fatto saltare in aria a bordo della sua auto nell’aprile dello scorso anno a Limbadi. Lo ha deciso il  Tribunale del Riesame di  Catanzaro, presieduto da Giuseppe Valea, a latere Antonella Galati e Gaia Sorrentino, ha rigettato l’appello proposto dal pubblico ministero contro l’ordinanza del gip del 17 luglio 2018 con la quale veniva respinta la richiesta di custodia cautelare della donna, accogliendo l’istanza dell’avvocato difensore Francesco Capria.

Rosina Di Grillo risponde di tentata estorsione e lesioni aggravate in concorso con Rosaria Mancuso, Domenico Di Grillo, Vito Barbara, Lucia Di Grillo e Salvatore Mancuso. Nell’ambito della medesima vicenda, tre degli indagati, Vito Barbara, Rosaria Mancuso e Domenico Di Grillo rispondono anche di omicidio e tentato omicidio di Matteo Vinci e del padre Francesco Antonio.

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