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Autocertificazioni e controlli, ecco le linee guida del Viminale per gli spostamenti

Viminale spostamenti

Il Viminale ha diramato ai prefetti le linee guida per l’applicazione dell’ultimo Dpcm varato dal governo con le misure di contenimento al Covid in previsione delle feste natalizie.

Autocertificazione per gli spostamenti

“Si evidenzia – è scritto nella circolare – che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza, secondo quanto già chiarito in apposita Faq pubblicata sul sito web del Governo”.

Controlli prima del blocco spostamenti

Il ministero dell’Interno ha chiesto alle prefetture, inoltre, di prestare attenzione soprattutto alle giornate che precedono il divieto di spostamento tra Regioni del 21 dicembre. “Analoga attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto – conclude il Viminale –  in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del nuovo d.P.C.M”.

Controlli serrati nei festivi
Il Viminale dà indicazione di porre la massima attenzione nei controlli alle principali arterie di traffico e nelle stazioni per vigilare sul rispetto delle norme e delle limitazioni che riguardano gli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e, tra i Comuni, nelle giornate di Natale, S.Stefano e Capodanno: “Attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto, in considerazione, soprattutto, degli spostamenti conseguenti alle particolari restrizioni previste dal comma 4 dell’art.1 del Dpcm”.
Coprifuoco di Capodanno

“Si conferma la vigenza del cosiddetto “coprifuoco” nella fascia oraria 22.00 – 5.00 e, per la sola giornata del 31 dicembre 2020, ne prolunga la durata fino alle ore 7.00 del successivo 1° gennaio 2021”

Seconde case solo in regione

“Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione – scrive il Viminale – con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma. Nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1 gennaio 2021, il suddetto divieto vige anche con riferimento alle seconde case ubicate in altro comune”.

Scuola in presenza, un tavolo per organizzare i trasporti

Per la scuola, “si prevede che, con decorrenza dal 7 gennaio 2021, l’attività didattica in presenza sia garantita per il 75% della popolazione studentesca delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado”. Ai prefetti spetterà “assicurare che l’effettiva ripresa delle attività didattiche in presenza venga a coniugarsi con le capacità del sistema di mobilità pubblica”. Nasce dunque in ogni prefettura “un tavolo di coordinamento” con “le amministrazioni statali del comparto scolastico e dei trasporti” ma anche con “le amministrazioni territoriali e le aziende di trasporto locale”, un tavolo che definire “il più idoneo raccordo fra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili”.

Le Regioni potranno richiudere le scuole

“Il ricorso al potere di ordinanza regionale, con efficacia limitata all’ambito provinciale per il quale dovesse rendersi necessario il suo esercizio, si configura come intervento “di chiusura”, ipotizzabile nel caso in cui l’azione diretta a riattivare la didattica in presenza dovesse incorrere in criticità di varia natura, non superabili attraverso l’espletamento della fase di coordinamento”, al tavolo presieduto dal Prefetto sui trasporti. Insomma, se nemmeno il tavolo di coordinamento può risolvere il nodo dei trasporti scolastici in una provincia, la Regione può disporre nuovamente la didattica a distanza.

Biblioteche aperte, musei chiusi

“Nel confermare la sospensione delle mostre e dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura – è scritto nella circolare ai prefetti – si prevede l’apertura delle biblioteche, con la precisazione che i relativi servizi sono offerti su prenotazione, nonché degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica”.

Negozi sempre aperti fino alle 21

Gli esercizi commerciali al dettaglio, avverte la circolare ai prefetti, sono aperti fino alle ore 21 nel periodo dal 4 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021. Una misura decisa “allo scopo di venire incontro alle esigenze di mobilità legate allo shopping natalizio, diluendo in un maggior numero di ore l’accesso ai negozi”.

Il nuovo Dpcm del 3 dicembre scorso per contenere il Covid-19 ha stabilito la possibilità di apertura per i negozi alimentari e bevande situati anche nei porti e negli interporti. Lo precisa la circolare del Viminale inviata a tutte le prefetture. Inoltre l’apertura è stata estesa anche “alle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo gli itinerari europei E45 ed E55”.

Nei festivi chiusi tutti i tipi di centri commerciali

“Nelle giornate prefestive e festive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno, oltre che dei mercati e dei centri commerciali, anche delle gallerie commerciali, dei parchi commerciali, delle aggregazioni di esercizi commerciali e delle altre strutture ad essi assimilabili. Viene inoltre ampliato l’ambito delle attivita’ che restano consentite durante le suddette chiusure festive e prefestive, rientrandovi ora anche i punti vendita di prodotti agricoli e florovivaistici”.

 

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