Avvelena i suoi tre cani con un topicida e pubblica le loro foto su facebook, avvocato a processo

Le associazioni animaliste Enpa e Lav si sono costituite parte civile nel processo in cui l'imputato è accusato di uccisione di animali

 Avrebbe dato da mangiare ai suoi tre setter irlandesi Diva, Hermes, entrambi di 2 anni, e il loro padre Max, di 6 anni, del topicida per ucciderli e poi, con un post su Facebook, ha pubblicato la loro foto, stesi in giardino senza vita, ipotizzando che qualcun altro li avesse uccisi. Per la procura è stato il loro padrone, l’avvocato Marco Battellini, ad ammazzarli: la procura di Ancona, dopo tre anni di indagini coordinate dalla pm Valeria Cigliola, lo accusa di uccisione di animali e il legale è finito sotto processo, davanti al giudice Lamberto Giusti. 

Nel fascicolo che lo riguarda, i carabinieri forestali avrebbero inserito anche il nome del ferramenta di Sirolo (Ancona), dove il 64enne professionista ha acquistato il veleno, mentre l’autopsia sugli animali aveva evidenziato tracce del veleno nel cibo. Per l’accusa, Battellini voleva disfarsi dei suoi tre cani perché non riusciva a controllarli. Per l’avvocato Giovanni Bora, che difende il suo collega, i setter “sono cani di un certo valore economico e avesse voluto sbarazzarsene li avrebbe venduti, anche perché c’era stata una donna che gli aveva fatto anche un’offerta e che sarà nostra testimone. Sospettiamo che sia vittima di qualcuno”. Battellini, insomma, non avrebbe ucciso i suoi tre cani e cosi’, dopo una citazione diretta a giudizio, il suo difensore è “felice che ci sia il vaglio di un giudice terzo per stabilire la verità”. “Il cerchio si sta stringendo, hai lasciato delle tracce, mi fai ribrezzo”: frase che con la quale il proprietario aveva accompagnato la pubblicazione su Facebook di un video con i tre cani ancora in vita. Le associazioni animaliste Enpa e Lav si sono costituite parte civile; il giudice ha fissato la prossima udienza al 21 ottobre. (Agi)

Nel fascicolo che lo riguarda, i carabinieri forestali avrebbero inserito anche il nome del ferramenta di Sirolo (Ancona), dove il 64enne professionista ha acquistato il veleno, mentre l’autopsia sugli animali aveva evidenziato tracce del veleno nel cibo. Per l’accusa, Battellini voleva disfarsi dei suoi tre cani perché non riusciva a controllarli. Per l’avvocato Giovanni Bora, che difende il suo collega, i setter “sono cani di un certo valore economico e avesse voluto sbarazzarsene li avrebbe venduti, anche perché c’era stata una donna che gli aveva fatto anche un’offerta e che sarà nostra testimone. Sospettiamo che sia vittima di qualcuno”. Battellini, insomma, non avrebbe ucciso i suoi tre cani e cosi’, dopo una citazione diretta a giudizio, il suo difensore è “felice che ci sia il vaglio di un giudice terzo per stabilire la verità”. “Il cerchio si sta stringendo, hai lasciato delle tracce, mi fai ribrezzo”: frase che con la quale il proprietario aveva accompagnato la pubblicazione su Facebook di un video con i tre cani ancora in vita. Le associazioni animaliste Enpa e Lav si sono costituite parte civile; il giudice ha fissato la prossima udienza al 21 ottobre. (Agi)

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