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Azienda Mater Domini, Cisl Medici: “Cui prodest la disorganizzazione?”

ospedale milano

“La riorganizzazione elaborata dai vertici aziendali della “Mater Domini”, poi dichiarata irricevibile dal Rettore dell’Università di Catanzaro, è indubbiamente uno strumento preliminare e necessario per regolamentare la gestione della Struttura. La suddetta pianificazione discende peraltro da quella fissata dal DCA 64/2016 di riordino della rete ospedaliera che ha suscitato diverse critiche, anche da parte di questa organizzazione in particolare sulla presenza di doppie strutture universitarie come le Gastroenterologie ed altre, e che si è trasformato in un atto referenziale della Struttura Commissariale pro-tempore su verosimile “unica” indicazione della componente universitaria.” Lo afferma, in un comunicato, Nino Accoriniti, segretario regionale della Cisl Medici Calabria.

Secondo il sindacalista, in violazione dell’art. 1 del D.Lgs. 517/99 e dell’art. 3 delle Linee Guida 2001, non sono stati precedentemente stabiliti i parametri di attività e le soglie operative per il dimensionamento delle strutture complesse a direzione universitaria. Il Decreto del Commissario ad Acta n. 64 del 2016, in ogni caso, dà atto dell’intesa sulla riorganizzazione ospedaliera relativa all’Azienda “Mater Domini” espressa dal Rettore dell’Università pro-tempore Prof. Quattrone con nota del 30.06.2016, “propedeutica alla stipula del protocollo d’intesa tra la Regione Calabria e Università”. “Nel 2016, quindi, nessuna levata di scudi della componente universitaria, neanche sul declassamento di alcune strutture a direzione universitaria. Solo adesso – prosegue la nota della Cisl Medici – che finalmente l’attuale management, evidentemente non gradito ai vertici universitari, cerca di disciplinare la gestione aziendale e di responsabilizzare i direttori delle Strutture si assiste ad un atteggiamento ostile della componente universitaria sull’atto di riorganizzazione. Nondimeno viene attuata una campagna mediatica inesatta che vede al centro del dibattito anche, stranamente, la corretta attribuzione dell’incarico di sostituto ai sensi dell’art. 22 del CCNL 2016/2018 della struttura dipartimentale di Epatologia ospedaliera. Perfino il Comitato Nazionale Universitario, tra le altre cose, cita quest’ultima nomina ed il declassamento di alcune strutture universitarie già attuato con il DCA 64 con il beneplacito del Rettore pro-tempore. Appare evidente l’interesse della componente universitaria ad occupare posizioni apicali anche ospedaliere, come l’Epatologia che da struttura dipartimentale non afferisce ad alcuna struttura complessa, e sia l’utilizzo della didattica come grimaldello per la proliferazione di strutture complesse e delle corrispondenti direzioni, che prefigura un pregiudiziale monopolio universitario sempre più basato su logiche “interne” senza regole che su principi di efficienza, efficacia ed economicità”.

“Da componente indipendente del sistema l’Università, negando ogni tipo di regolamentazione – aggiunge Accorinti – anche organizzativa, vuole diventare sempre più parte dominante, anche in violazione dei principi del D.Lgs. 517/99, con la conseguente scomparsa delle prerogative del SSR, fermo restando per quest’ultimo tutti gli obblighi connessi al finanziamento. Tale comportamento appare poco corretto e non sembra, oltremodo, favorire sinergie tra le due componenti professionali, ospedaliere ed universitarie, in un processo leale, trasparente e partecipato tra le due realtà, bensì appare foriero di conflittualità proprio per l’assenza di quei criteri e di quelle regole che la CISL MEDICI ha da sempre rivendicato e che la normativa contrattuale e statale prevedono”.

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