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Azienda Mater Domini di Catanzaro, Cisl: “Gestione schizofrenica e inadeguata”

Azienda Mater Domini Catanzaro

“Non possono che suscitare molte perplessità le recenti autoreferenziali dichiarazioni del Commissario Straordinario dell’Azienda Mater Domini di Catanzaro avvocato Giuliano, già direttore amministrativo e direttore facente funzioni nel 2019 della stessa azienda, che dimostrano una gestione avulsa anche dalla realtà clinica-assistenziale e fuorvianti delle problematiche aziendali a partire da quelle contrattuali”. Questa la nota a firma di N. Accorinti (Federazione Cisl Medici), V. Brescia – B. De Leonardis (Aaroi-Emac), A. Giancotti (Anaao-Assomed), A. De Francesco (Fassid-Sinafo).

“E’ inaccettabile infatti – si legge nel comunicato – che dopo diversi mesi venga messo in dubbio un accordo decentrato già sottoscritto, come è inaccettabile la condotta in tema di relazioni sindacali (assenza di informativa e confronto sulla costituzione dei collegi tecnici, sul rischio radiologico, sull’addendum al regolamento di valutazione, ecc) e la mancata applicazione di istituti contrattuali per la dirigenza medica e sanitaria che invece sono stati adottati per il comparto (infermieri ed amministrativi), come gli incarichi di funzione in assenza di atto aziendale, e per i docenti universitari l’attribuzione di incarichi di struttura complessa di dubbia legittimità”.

“Mancata stabilizzazione del personale”

“Da citare, in tema delle non “ottime relazioni sindacali”, anche la mancata informativa sull’atto aziendale definitivo, emendato dopo le modifiche apportate su “diktat” del Rettore dell’Università ed inviato al Commissario Ad Acta – che incredibilmente lo ha accettato – con una semplice nota in assenza di atto deliberativo. Anche sulle indennità Covid non attribuite all’Azienda Mater Domini secondo il commissario Giuliano, lo stesso dimentica o disconosce che in seguito al DCA 34/2021 le risorse (274.173 euro) assegnate per la remunerazione delle competenze accessorie e all’accordo sindacale siglato il 6 luglio 2020 sono state trasferite con decreto dirigenziale n. 3467 del 01.04.2021 (liquidazioni n. 6936 e 6949 anno 2021). Dove sono finite? Perché alcune assunzioni a tempo determinato, antecedenti allo stato di emergenza, sono state poi trasferite come reclutamento per il Covid?

Ed ancora. La mancata stabilizzazione del personale avente diritto con la legge Madia e la mancata assunzione di personale anche per la sostituzione di quello andato in quiescenza o trasferito, come peraltro denunciato recentemente il 3 Settembre 2021 dal Commissario Longo e dal Presidente facente funzioni della Regione Spirlì, stanno determinando manifeste disfunzioni assistenziali che vengono vicariate con difficoltà soltanto grazie all’abnegazione ed alla professionalità dei medici e dei dirigenti sanitari, biologi e farmacisti”.

“Molteplici criticità assistenziali”

“Nel corso dell’assemblea della dirigenza, tenutasi lunedì 4 ottobre, oltre alle predette problematiche è stato evidenziato l’immobilismo dell’attuale direzione strategica che rischia di portare al collasso l’Azienda e che ha determinato le gravi e molteplici criticità assistenziali. Dall’assenza di programmazione (la mancanza dell’atto aziendale non può costituire un alibi per l’attuazione di una organizzazione efficace ed efficiente!) con liste di attesa infinite alla mancata attivazione dei posti letto dell’area chirurgica come presenti nel periodo pre-Covid, dall’allocazione degli spazi contradditoria e schizofrenica alla mancata implementazione tecnologica aziendale.

Su quest’ultimo aspetto sono da citare come esempio – si legge nella nota di Cisl Medici, Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Fassid-Sinafo – i fuori uso dichiarati negli ultimi mesi senza adeguata sostituzione che creano notevoli problematiche assistenziali: l’angiografo in dotazione all’U.O. di Radiologia Interventistica, il Laser CO2 in dotazione alla U.O. di ORL, l’amplificatore di brillanza in dotazione alla U.O. di Radiologia che viene usato per le procedure urologiche, ortopediche, neurochirurgiche e per gli impianti di cateteri a lunga permanenza nei pz. oncologici, in quelli sottoposti a trattamenti dialitici od in attesa di trapianto”.

“Clima aziendale pessimo”

“Il clima aziendale con le connesse relazioni – conclude la nota – appare veramente pessimo, evidentemente non percepito dalla direzione strategica (Giuliano, Rizzo e Galletta) ed in particolare dal commissario straordinario. Né si può omettere il clima di “sfiducia” da parte dell’Università ed i rapporti tutt’altro che idilliaci a differenza di quanto si vorrebbe far credere. Sul bilancio da “profondo rosso” dell’Azienda “Mater Domini” pesa, poi, il macigno della Fondazione Campanella e la bocciatura dei bilanci del 2018 e 2019, anno di competenza del Commissario Giuliano, che cerca di esimersi dalle naturali responsabilità.

L’assemblea del personale indetta da Cisl Medici, Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Fassid-Sinafo ha deciso di continuare lo stato di agitazione della dirigenza medica e sanitaria con la programmazione di un’altra assemblea che si terrà giorno 12 ottobre per valutare ulteriori forme di protesta.  E’ stata prevista anche la richiesta di un incontro con il nuovo Presidente della Regione, Occhiuto, per dire basta con l’attuale commissariamento e la necessità di nominare manager di comprovata competenza ed in discontinuità con il passato”.

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