Calabria7

Bancarotta fraudolenta, due imprenditori ai domiciliari

Secondo quanto ricostruito dalla Finanza gli arrestati utilizzavano termini criptici e codificati per parlare con i propri debitori

Bancarotta fraudeolenta per oltre un milione di euro. Sulla base di  questa accusa i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza e della Sezione di P.G. della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Roma, nell’ambito delle indagini dirette da questa Procura della Repubblica, hanno eseguito tre misure cautelari personali (fra cui due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) nei confronti di altrettanti imprenditori cosentini operanti nel settore del commercio all’ingrosso ed al minuto di abbigliamento, indagati per il delitto di bancarotta fraudolenta.

Contestualmente, i finanzieri hanno notificato ai tre imprenditori l’applicazione della misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali.

Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ed eseguite attraverso complesse e minuziose ricostruzioni contabili, sarebbe emerso che gli indagati destinatari delle misure cautelari personali hanno posto in essere, reiterate condotte di bancarotta fraudolenta, consistite nell’aver provocato il fallimento della società da loro gestita mediante la distrazione e dissipazione dei beni realizzate attraverso negozi giuridici privi di controprestazione per la fallita, posti in essere con altre società facenti capo allo stesso gruppo imprenditoriale.

In particolare la società in questione, a fronte di significativi acquisti di merce destinata alla rivendita, procedeva alla vendita della merce stessa, a società riconducibili al medesimo gruppo familiare, in assenza di giustificazione economica e di movimentazione finanziaria. Condotte aggravate dalla sottrazione e distruzione dei libri e delle altre scritture contabili con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto o recare pregiudizio ai creditori, nonché con l’omissione sistematica del versamento dei contributi previdenziali e delle imposte dovute fin dalla costituzione della società, tanto da maturare un debito verso l’erario di oltre due milioni e mezzo di euro ed un passivo fallimentare complessivo pari a quasi tre milioni e mezzo di euro.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Non rispondeva al telefono di casa, 66enne trovato morto nel Catanzarese

Matteo Brancati

Detenzione e spaccio di droga, tre arresti nel crotonese

Maurizio Santoro

Autovelox Simeri Crichi, annullato un altro verbale: violata circolare del Viminale

Mimmo Famularo
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content