Bancarotta fraudolenta, il Riesame non fa sconti: l’imprenditore di Catanzaro Figorilli resta ai domiciliari

Confermata la decisione del gip per l'ex amministratore di fatto dell'Istituto di Vigilanza diurna e notturna "Figorilli srl"

Nessuna revoca della misura cautelare in atto, nessuna misura meno afflittiva. Il Tribunale del riesame ha confermato la decisione del gip di lasciare ai domiciliari l’imprenditore Natale Figorilli, 45 anni, di Catanzaro, indagato per bancarotta fraudolenta, patrimoniale, documentale e preferenziale, impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, dichiarazione fiscale infedele e omessa. 

Una decisione presa dai giudici, dopo aver ascoltato nell’udienza a porte chiuse, accusa e difesa e dopo aver sentito le dichiarazioni spontanee rilasciate da Figorilli: “Ho fatto tutto il possibile per salvare l’azienda pur sbagliando a volte, gli acquisti compiuti sono stati finalizzati tutti nella rivendita per tentare di metterla in salvo”.  Gli avvocati difensori Salvatore Staiano e Antonio Lomonaco attenderanno le motivazioni del Riesame per proporre ricorso in Cassazione. 

Risorse finanziarie dilapidate 

 Secondo le ipotesi di accusa “nonostante lo stato di crack finanziario dell’ ‘Istituto di Vigilanza Privata Notturna e Diurna srl’ (dichiarata fallita dal Tribunale di Catanzaro nel 2019), già gravata da una pregnante massa debitoria nei confronti dell’erario, dei fornitori e dei dipendenti, negli anni, Figorilli, (ndr ex amministratore di fatto dell’azienda), ha continuato a delapidare le risorse finanziarie della società”. L’imprenditore di Catanzaro avrebbe canalizzato le provvidenze economiche verso finalità avulse dagli scopi ed oneri aziendali per continuare a godere di un tenore di vita individuale e familiare caratterizzato da un assoluto e spregiudicato sfarzo.

Ferrari, Porsche e barche costose

In particolare l’attività investigativa portata avanti dagli uomini della Guardia di finanza, ha consentito di appurare l’acquisto di orologi di lusso, l’utilizzo di molteplici macchine di ingente valore, dalla Ferrari, alla Porsche, all’ Audi, alla Bmw acquisite in rapida successione temporale tra loro nonché barche molto costose e di accertare come parte delle risorse sottratte alla società fallita è stata reimpiegata da Natale Figorilli nella commercializzazione di beni di lusso, come risulta dall’esame della documentazione bancaria, che parla di un’intensa e sistematica operatività riferita ad operazioni sia in acquisto che in vendita che interessano principalmente il settore delle gioiellerie o del commercio di orologi di valore. Figorilli avrebbe impiegato “beni o utilità con l’intento di occultare la provenienza illecita del denaro frutto dell’attività distrattiva. (…) Figorilli ha attinto direttamente dalla società, in maniera reiterata, le risorse finanziarie transitate sui suoi conti correnti bancari personali; somme ingenti, che gli hanno garantito un tenore di vita altissimo a discapito dei creditori della società, rimasti insoddisfatti delle loro pretese”.

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