Banda dei furti nel Catanzarese, due a giudizio. In sette all’abbreviato (NOMI)

Una posizione è stata stralciata in attesa della scelta del rito alternativo. Il processo per coloro che hanno scelto l'ordinario inizierà il 14 giugno
listeria nas

di Gabriella Passariello- Due rinvii a giudizio, cinque all’abbreviato e una posizione stralciata in attesa di scelta del rito alternativo nell’ambito del processo, nato da un’inchiesta della Procura di Catanzaro, che punta a far luce su un’associazione criminale dedita ad una serie di furti  e che ha portato a luglio dello scorso anno a cinque misure cautelari agli arresti domiciliari (LEGGI QUI)  notificate dai carabinieri del Nas di Catanzaro, in esecuzione di un’ordinanza vergata dal gip del Tribunale di Lamezia Terme Emma Sommi. In seguito il gip si era dichiarato incompetente, trasferendo gli atti al collega di Catanzaro che ha confermato l’ordinanza genetica. Il gup del Tribunale di Catanzaro Giuseppe De Salvatore ha rinviato a giudizio per i reati a vario titolo di furto aggravato e ricettazione  Antonio Carnì, 36 anni, di Lamezia e Leonardo Zaccone, 69 anni, di Borgia e il 14 giugno inizierà la prima udienza dibattimentale davanti ai giudici del Tribunale collegiale. Hanno scelto l’abbreviato il magazziniere Salvatore Melina, 46 anni, di Girifalco, i corrieri Liborio Cannata, 53 anni, residente a Catanzaro, Vincenzo Lauritano, 35 anni di Catanzaro, Daniele Francetosi, 27 anni, residente a Maida e Roberto Tommaso Nero, 56 anni, residente a Lamezia Terme, che rispondono a vario titolo oltre che di furto e ricettazione anche di associazione a delinquere finalizzata al furto. Per loro l’udienza proseguirà il prossimo 18 gennaio, giorno in cui verrà discussa anche la posizione di Vincenzo Purcaro, 26 anni, di Catanzaro, pozione oggi stralciata in attesa di stabilire la scelta del rito alternativo.

La tecnica del falso reso e la destrezza dei sodali

La tecnica del falso reso e la destrezza dei sodali

Secondo le ipotesi accusatorie si tratta di furti aggravati non solo dall’abuso di prestazione d’opera, dato che alcuni imputati sono addetti al deposito da cui avrebbero sottratto la merce, ma dalla particolare destrezza dei sodali capaci di eludere l’attenzione dei titolari del deposito per sottrarre i colli. Dall’attività investigativa sarebbe emersa in alcuni casi anche l’utilizzo di mezzi fraudolenti con particolare riferimento alla tecnica del “falso reso”. La ricezione della merce da parte dei cessionari poi integra, a detta del giudice per le indagini preliminari, che ha confermato l’ordinanza genetica, il reato di ricettazione, “nella misura in cui costoro hanno acquistato merce provento dei delitti, consapevoli della loro provenienza”.

Il capo dell’organizzazione e il ruolo dei suoi uomini

In base alle ipotesi di accusa ognuno  avrebbe avuto uno specifico ruolo nel prendere di mira sempre lo stesso deposito di una società specializzata nei servizi di spedizione, ubicata a Marcellinara, sottraendo barbecue, scarpe, televisori, pneumatici, gazebi, monopattini, affettatrici, computer elettrodomestici e cellulari. Tutta una serie di merce prelevata indebitamente a partire da febbraio 2021, con la complicità del magazziniere del deposito, che avrebbe garantito “ai suoi uomini” l’accesso assicurato per far piazza pulita all’interno del maxi magazzino. Melina sarebbe stato il capo dell’associazione, colui che avrebbe organizzato il lavoro e approfittando del suo ruolo di magazziniere, avrebbe impartito le sue direttive ai corrieri Lauritano, Purcaro, Francetosi e Cannata, sia per quanto riguarda le attività di approvvigionamento della merce che per la successiva destinazione dei beni da dividere tra gli associati per essere poi ceduta a terzi o commercializzata. Questi ultimi, secondo quanto scritto nel provvedimento del gip, sarebbero stati alle strette dipendenze di Andrea Melina, con il preciso compito di sottrarre la merce dal deposito. Avrebbero abusato della loro attività di corrieri (all’interno del magazzino stesso) per il trasporto nel luogo di stoccaggio in un immobile nella disponibilità di Lauritano, commercializzando beni provento di furto e la spartizione dei ricavi con gli altri sodali. In riferimento ai reati in contestazione primo fra tutti quello associativo, ma anche i furti, il gip ha dichiarato la propria incompetenza territoriale in favore dei colleghi del Tribunale di Catanzaro  “nel cui comprensorio rientra il territorio del Comune di Marcellinara e il suo hinterland”, luoghi in cui i fatti si sarebbero consumati.

Il collegio difensivo

Sono impegnati nel processo, tra gli altri, gli avvocati Nicola Tavano, Giuseppe Vatrano, Francesco Ansani, Vincenzo Gromo, Piero Mancuso e Fabrizio Maria Falvo.

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