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“Bella Ciao”, Cgil racconta le donne: ancora troppe disparità

Di Carmen Mirarchi

A Soverato tre giorni di rassegna sindacale “Bella ciao . A fimmina m’appartrna” . La giornata di oggi è stata aperta dal sindaco di Soverato Alecci e dal Segretario generale della Cgl Area Vasta Cz Kr Vv. Diversi gli interventi rilevanti conclusi da Susanna Camusso, responsabile politiche di genere della Cgil. Presente anche l’assessore regionale Angela Robbe.

È stato effettuato excursus sul ruolo delle donne e sulla loro condizione lavorativa. Dai dati emerge la realtà in cui le donne vivono sottolineando come la carenza di servizi influisca sulla vita delle donne.
Quello che è stato illustrato è proprio un viaggio all’interno delle donne grazie ad uno studio e ad un testo che racconta anche le difficoltà di comunicazione tra le donne.

Giorgia D’Errico nel suo libro racconta la difficoltà delle donne di collaborare con loro. La D’Errico ha fatto degli esempi in relazione alle tante interviste fatte. Molte donne hanno solo bisogno delle stesse opportunità degli uomini.

“Ho notato una situazione di arresto rispetto agli stimoli. Nel 1977 nasce una legge per equità salariale ma nella realtà non si è fatto nulla. Le donne in realtà guadagnano di meno. A nessun uomo inoltre viene chiesto se vuole fare un figlio o meno” ha detto la D’Errico.

Isolina Mantelli, Presidente del Centro calabrese di Solidarietà, parla del sessismo e del linguaggio e racconta che nella sua esperienza le donne che arrivano al Centro hanno la caratteristica comune di aver subito violenza. La Mantelli parla delle necessità di Case rifugio che devono essere piccole ed aiutare le donne che spesso arrivano con i propri figli. ” In Calabria il problema serio è uscire dalla violenza. Capita che le donne tornino dall’uoml che le maltratta. A queste donne bisogna stare vicino senza insistenza. Noi non siamo solo sottoposte a violenze a casa o a lavoro ma bisogna costruire la sorellanza. Manca spesso l’affincamento”. La Mantelli ha sottolineato: ” Importante il potere delle donne che io adoro e che sostenuto”.
“Una Casa rifugio è un fiore all’occhiello per la Regione Calabria” ha concluso la Presidente del Centro calabrese di Solidarietà.

I dati in relazione al lavoro delle donne sono critiche. In Calabria il 73% delle donne è assunto a tempo determinato, inferiore il numero delle donne che lavorano così come il loro guadagno. A completare questo quadro c’è un”ulteriore considerazione che è legato all’innovazione produttiva, l’industria 4.0 potrebbe impattare il lavoro femminile, secondo gli studi della Cgil.

“Vogliamo con questa rassegna rappresentare una Calabria diversa legandoci alla rassegna nazionale” ha detto Angelo Sposato, segretario Cgil Calabria. “Lavoriamo per finanziare il lavoro reale e finanziare borse lavoro e tirocini. Abbiamo sostenuto la legge regionale sulla preferenza di genere. Queste cose le abbiamo voluto rappresentare un questa rassegna che vogliamo diventi permanente”.
Prima delle conclusioni della Camusso l ‘intervento dell’assessore Angela Robbe. “Spesso ho ricoperto ruolo che possono sembrare maschili. In realtà spesso ho capito che alcuni “posti” maschili” li affidano alle donne quando questi posti sono scomodi. Se ne esce facendo sorellanza – ha proseguito la Robbe – che ha trasformato difficoltà in confronto”.

“Non è possibile affrontare il tema delle donne senza competenze. Bisogna conoscere i problemi delle donne per affrontare le questioni. La Regione Calabria utilizza poco i fondi europei relativi al sociale. Mettiamo in piedi le regole per utilizzare questi Fondi. Le case rifugio erano relegate a ruolo minore. Siamo l’unica regione che non ha applicato la legge 328 del 2000. Volevo riprenderla e mi hanno dato della pazza. Ho scelto di ridefinire un regolamento che indica le norme relative al sociale. Dopodomani torna in Commissione e potrebbe diventare applicabile per case rifugio e centro antiviolenza considerando le rette alle donne e ai loro figli. Il sociale di può normare e gestire” ha concluso la Robbe.

© Riproduzione riservata.

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