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Beneficenza un atto di responsabilità, la risposta definitiva di Raiola

beneficenza atto di responsabilità
Sono molto deluso – afferma il dottor Giuseppe Raiola – dopo anni di lavoro e di attività nel sociale, a dover vivere delle situazioni spiacevoli che lasciano l’amaro in bocca, ancor di più perché riguardano giovani nei quali credo molto. Deluso perché si utilizzano i social per prendere accordi per un’azione importante come una donazione, perché si cerca subito il riscontro mediatico dinanzi un’operazione ancora da definire e, quindi, dando spazio alla forma ma senza sostanza e, soprattutto, perché, e questo non mi era ancora capitato, di dover ‘rincorrere’ gli organizzatori di un’iniziativa per ricordar loro di adempiere agli impegni assunti e diffusi tramite la stampa.”
I promotori della manifestazione – aggiunge Raiola – si sono affrettati a far uscire, lo scorso 24 dicembre, la notizia della beneficenza senza aver concordato con me e la mia associazione alcun dettaglio. Trascorso il Natale ho inviato una mail, il 28 dicembre, per avere aggiornamenti, non avendo un recapito telefonico degli interessati, perché ritengo che quando si utilizzano i media occorra dare informazioni chiare e precise, non uscire per spirito pubblicitario. Non ho avuto alcuna risposta. Il 7 gennaio ho ricevuto un messaggio tramite i social nel quale c’era scritto che sarebbe stato fatto a breve il bonifico ma era necessario un riscontro oggettivo della donazione con, ad esempio, una foto del bambino aiutato.”
“Non ho considerato offensiva la richiesta – precisa Raiola – ma il comportamento. La mia professionalità e il mio impegno per le fasce più deboli, in particolar modo per i bambini, sono noti e tutto quello che realizzo viene sempre documentato e accertato per un mio principio di trasparenza e correttezza. Questi modi di fare, però, non mi appartengono. Sono abituato a parlare con le persone in modo chiaro e limpido e non ho mai vissuto queste incomprensioni. Per questa ragione ho diramato ora, e solo ora, un comunicato, per quel senso di responsabilità che mi appartiene. Spero che i ragazzi capiscano il loro errore per migliorare in futuro il loro approccio con l’ambiente circostante. Sono d’accordo con una cosa che hanno detto: è vero, abbiamo rifiutato la donazione perché questo tipo di beneficenza pubblicitaria non ci interessa.”
Redazione Calabria 7
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