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Bianca Rende, unica donna candidata a sindaco di Cosenza: “Città a un bivio tra passato e futuro”

Bianca Rende in cinque anni da consigliere comunale, dai banchi dell’opposizione, non ha mai fatto sconti all’amministrazione Occhiuto. Avvocato 49enne, madre di due figli, si occupa di gestione del personale nello staff amministrativo dell’Arpacal. Esperta di fondi comunitari, competenze acquisite durante un lungo periodo di formazione e lavoro a Bruxelles, ha lavorato 15 anni per la Regione Calabria nel ramo dei finanziamenti europei. Candidata alla carica di sindaco della città di Cosenza precisa che la sua proposta è “di totale discontinuità rispetto al passato di centrodestra e di centrosinistra. Cosenza è a un bivio: deve scegliere tra il passato e il futuro”. “Ho denunciato le vergogne dell’amministrazione Occhiuto, – ricorda Bianca Rende – giorno per giorno, non ho aspettato la campagna elettorale. Il settore nel quale ho registrato minore trasparenza è quello della gestione del patrimonio immobiliare pubblico. Non si capisce come vengono assegnate le case e perché a fronte di centinaia di immobili sfitti ci sono altrettanti cittadini disagiati che non hanno un’abitazione nella quale vivere”.

Il recente passato

“In questi dieci anni di amministrazione Occhiuto – denuncia Bianca Rende – è mancata la capacità di ascoltarne i bisogni dei cittadini e renderli soluzione amministrativa. Oggi se tanti quartieri pensano di ribellarsi e votare i loro rappresentanti locali è probabilmente perché sono stati delusi, traditi, abbandonati. Da questo punto di vista la candidatura del vicesindaco Francesco Caruso non mi sembra una sufficiente garanzia di cambiamento. Non abbiamo bisogno di demolire gli avversari, ma è ovvio che non si può non notare che Francesco Caruso è l’uomo ombra di Mario Occhiuto e da parte sua non si è mai sentita una parola di distinguo rispetto alle scelte del sindaco. Eppure da assessore ai Lavori Pubblici e al Bilancio avrebbe potuto differenziarsi, far sentire la propria voce, invece ci prospetta altri 5 anni identici all’amministrazione Occhiuto. Franz Caruso dal suo canto è un professionista stimato e stimabile, però le persone con le quali si accompagna sono coloro che quando si sono trovate a gestire la cosa pubblica, anche a livello regionale, lo hanno fatto in maniera scadente rispetto ai risultati ottenuti. Un esempio. Se oggi ci chiediamo perché non ci sia l’acqua nelle case dei cosentini chiediamoci pure chi abbia gestito la Sorical. In più non ho mai avuto la fortuna di ascoltarlo o di leggere una sua nota stampa, anche solo da segretario del PSI, spendendo una parola sulle difficoltà dei cosentini. De Cicco e Civitelli invece sono i rappresentanti urlatori dei quartieri popolari. Il primo, ancora oggi assessore, è in un’evidente contraddizione dopo aver personalizzato la sua delega assessorile. Duole dover ricordare che le buche le riempie il settore manutenzione del Comune, non l’assessore”.

Centro storico

“Ho già proposto di spostare gli uffici del sindaco e del Gabinetto nel centro storico. Sarebbe un segnale per la cittadinanza – afferma Rende – della volontà di rivitalizzare la città vecchia. Vivere il nucleo antico significa trasferire lì persone, idee, entusiasmo, riattivare gli esercizi commerciali. Bisogna strappare quei quartieri al degrado della mancata raccolta dei rifiuti, dell’invasione delle auto, delle case che crollano. Portando gli uffici di rappresentanza comunale si può iniziare a invertire la rotta. Il luogo ideale è la Casa delle Culture, antica sede del sindaco, attualmente inutilizzata, data in concessione gratuita al Consiglio dell’Ordine degli architetti. Sarebbe fonte di orgoglio ed emozione svolgere le Giunte comunali o ospitare le visite istituzionali guardando alla meraviglia del centro storico dove batte il nostro cuore, dove si conserva il genoma della cosentinità. È lì che deve lavorare il sindaco. Il simbolo di Cosenza non è Alarico, ma Cosenza stessa. Abbiamo la necessità di recuperare la storia della nostra città da donna Brettia a Telesio fino ad Alfonso Rendano. Non abbiamo bisogno di attingere a un re barbaro per dare un’identità a Cosenza. Scuola e cultura per noi hanno un ruolo rilevante. La prima accoglie e forma le nostre nuove generazioni, la seconda che ha conosciuto i fasti del passato sta subendo un declino progressivo testimoniato dalla chiusura della stagione lirica del teatro Rendano che fino a 10 anni fa portava a Cosenza Vecchia bus organizzati pieni di spettatori”.

Trasporti e viabilità

“Crediamo in una città ecologica, a basso impatto. Una Cosenza – chiarisce la candidata alla carica di sindaco – nella quale ci si possa spostare anche a piedi o in bicicletta. Questo può essere possibile con una programmazione efficiente di trasporti e viabilità, non si possono chiudere le strade se prima non si sono create delle alternative. Grazie ai fondi del Pnrr possiamo acquistare bus elettrici che servano l’intera città in maniera sostenibile. È una scelta miope quella attivata da Occhiuto realizzando dei parcheggi interni al centro cittadino, una contraddizione rispetto all’idea di città green. Vogliamo investire sulla pedonalizzazione dove c’è la possibilità reale per anziani e bambini di raggiungere comodamente il centro”.

Ospedale

“Riteniamo sia una grandissima colpa dell’ammistrazione Occhiuto aver tentennato rispetto all’ubicazione del nuovo ospedale e non aver preteso con forza l’avvio della cantierizzazione dell’opera. Un’occasione sprecata. L’intera Calabria ha bisogno dell’Ospedale di Cosenza – sostiene Bianca Rende – perché i pazienti che non possiamo assistere noi (già con un hub che serve un bacino di oltre 700mila abitanti) ingolfano gli altri nosocomi. I soldi ci sono, i fondi sono disponibili e vanno reclamati con urgenza. Bisogna costruire un nuovo ospedale, al più presto. Quanto siano indispensabili i 200 posti letto che oggi mancano a Cosenza, lo ha dimostrato l’emergenza Covid. L’incidenza di questa assenza sulle attese in Pronto Soccorso, dove vengono parcheggiati i pazienti, è palese. Serve una struttura moderna, innovativa, tecnologica che migliori l’offerta sanitaria”.

Città unica

“L’integrazione funzionale dei servizi con Rende, Castrolibero, Montalto, ma anche realtà satelliti dell’hinterland come Mendicino, San Fili – precisa Bianca Rende – permetterebbe di realizzare una città unica policentrica. Le nostre amministrazioni sono tutte in sofferenza per la carenza di dotazione finanziaria e di organico. Soltanto unendosi possiamo riuscire a dare dei servizi di qualità al cittadino gestendo insieme trasporti, raccolta differenziata, anagrafe, polizia municipale”.

Il valore aggiunto delle donne

“Sono l’unica donna candidata, – ricorda Bianca Rende – non intendo dire che il genere ha dei meriti diversi, ma è oggettivamente un segnale di modernità e innovazione. La nostra comunità deve guardare con più rispetto, attenzione e cura all’elemento femminile. Avere un sindaco donna significa dare maggiore autorevolezza alla donna che ha uno sguardo sensibile su welfare, assistenza e sanità. Basti pensare al problema della conciliazione tra tempi di lavoro e di vita riguarda più le donne che gli uomini, la sicurezza, la prossimità dei servizi pubblici”.

 

 

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