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Bimba abusata dallo zio, Ripepi si autosospende da Fratelli d’Italia: “Accuse infamanti”

“Dopo un colloquio con i vertici di Fratelli d’Italia ho inviato richiesta di sospensione dal partito”. Lo fa sapere Massimo Ripepi, consigliere comunale di Reggio Calabria con una breve nota stampa. Il politico nonché capo di una comunità religiosa avrebbe suggerito ai genitori di una bimba abusata dallo zio di non denunciare. Le accuse mosse dalla famiglia, nelle scorse ore, erano state immediatamente respinte dal diretto interessato: “Dai genitori dichiarazioni senza fondamento”, aveva precisato.

Quindi, la decisione: “Adesso voglio dimostrare la mia estraneità a quanto mi viene sollevato e non può in alcun modo essere coinvolto Fratelli d’Italia in una accusa così infamante e infondata”.

Ferro: “Incompatibile con i nostri valori”

“Ci auguriamo che quanto emerso su Massimo Ripepi non corrisponda al vero e che riesca a dimostrare la sua completa correttezza umana ancora prima che politica. In attesa che questo avvenga comunico che è stata accolta la richiesta di sospensione dal partito formulata dallo stesso Massimo Ripepi. Nonostante al momento non risulti nemmeno indagato, la sola ipotesi che fosse a conoscenza di possibili abusi su un minore e non si sia rivolto alla autorità giudiziaria per denunciarlo è chiaramente incompatibile con i valori di Fratelli d’Italia”. Così la coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia Wanda Ferro.

 Meetup Reggio Cinque Stelle: “Si dimetta immediatamente”

“Massimo Ripepi si dimetta immediatamente”. Non usano mezzi termini molti attivisti del MeetUp Reggio Cinque Stelle dopo la notizia di queste ore che tocca il consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

“Non può fare altrimenti, stando a quanto emerge da un documento del Tribunale per i Minorenni di Reggio, riguardante l’affidamento urgente di una bimba di appena 9 anni al servizio sociale territoriale e ai servizi minorili dell’amministrazione della giustizia, coinvolta in un caso di violenza sessuale da parte dello zio, coperto da un silenzio genitoriale che sarebbe stato suggerito dallo stesso Ripepi nelle vesti di autorità religiosa. Stando alle carte, Ripepi si è reso complice di un crimine contro un’indifesa bimba che probabilmente porterà nel proprio animo i segni” tuonano i pentastellati.

“Qualsiasi situazione, anche meno pesante, sarebbe inconciliabile con l’onorabilità di un esponente politico ed istituzionale, figuriamoci questa, grave quanto e forse ancora di più di reati di mafia. Dunque, invitiamo Ripepi a rassegnare le dimissioni subito e non varcare più il portone di Palazzo San Giorgio, ormai privo di un’autorevolezza che già prima non era molto forte” conclude il MeetUp Reggio Cinque Stelle.

© Riproduzione riservata.

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