interrogatorio di garanzia

Bimba violentata nel Catanzarese, l’ex coppia si difende davanti al gip. La madre: “Minacciata di morte dal mio ex”

I due indagati hanno fornito la loro versione dei fatti durante l'interrogatorio di garanzia, negando le accuse
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Hanno fornito la loro versione dei fatti G. R., 47 anni, accusato di aver violentato una bimba di undici anni e la sua ex compagna M. G. C., 31 anni nei confronti della quale si ipotizzano i reati di non aver impedito gli abusi sulla figlia, di detenzione o accesso di materiale pornografico ed estorsione, entrambi del Catanzarese, arrestati dai carabinieri e destinatario il primo di una misura cautelare in carcere, la seconda agli arresti domiciliari (LEGGI).

Accompagnati dai loro avvocati difensori Vincenzo Varano e Giovanni Caridi, davanti al gip Luca Bonifacio firmatario dell’ordinanza si sono difesi, durante l’interrogatorio di garanzia, negando le ipotesi di accusa contestate. La donna, che ha ripreso con il telefonino gli abusi commessi sulla figlia, dato confermato nelle dichiarazioni rese dalla bimba in sede protetta (LEGGI), ha affermato di non aver fatto di tutto per impedire le violenze sulla figlia, tant’è che ha ripreso tutto in un video per inchiodare l’ex convivente e di essere stata minacciata di morte da lui, minacce che si sarebbero concretizzate qualora avesse denunciato i fatti all’autorità giudiziaria.

Accompagnati dai loro avvocati difensori Vincenzo Varano e Giovanni Caridi, davanti al gip Luca Bonifacio firmatario dell’ordinanza si sono difesi, durante l’interrogatorio di garanzia, negando le ipotesi di accusa contestate. La donna, che ha ripreso con il telefonino gli abusi commessi sulla figlia, dato confermato nelle dichiarazioni rese dalla bimba in sede protetta (LEGGI), ha affermato di non aver fatto di tutto per impedire le violenze sulla figlia, tant’è che ha ripreso tutto in un video per inchiodare l’ex convivente e di essere stata minacciata di morte da lui, minacce che si sarebbero concretizzate qualora avesse denunciato i fatti all’autorità giudiziaria.

“Forse sono stato drogato”

L’uomo aveva già rilasciato la sua versione dei fatti ai carabinieri quando decise di querelare l’ex compagna riferendo di aver intrapreso una relazione sentimentale con M. G. C. dal mese di ottobre 2020 e che da circa un anno la coppia ha convissuto con la figlia undicenne della donna nata da una precedente relazione. La decisione di denunciare era nata dal fatto che, a dire del convivente, da circa 20 giorni era stato costretto dalla propria ex compagna ad andar via di casa, nonostante l’abitazione fosse di sua proprietà, indotto a lasciare il proprio bancomat, dove veniva mensilmente accreditato il suo stipendio. L’indagato ha precisato che questa situazione si era venuta a delineare a seguito del fatto che la donna lo aveva minacciato di forargli le ruote dell’auto, di diffondere un video hard, poi trovato dai carabinieri, con l’ulteriore richiesta di trasferirle con atto di donazione innanzi al notaio la proprietà dei suoi possedimenti. Il convivente ha precisato di non essere a conoscenza del contenuto del video, né di ricordare cosa potesse essere accaduto, tuttavia non ha escluso del tutto la possibilità di aver avuto un rapporto sessuale con la minore, “benchè in maniera inconsapevole, perché drogato dalla donna o ripreso mentre dormiva”.  

Le ipotesi di accusa

L’uomo, di 47 anni, secondo le ipotesi di accusa, il 20 dicembre 2023 avrebbe trascinato con forza la minore che si trovava sul divano di casa, strattonandola per il braccio e tenendola ferma, le abbassava pantaloni e mutandine, appoggiandole sui glutei i genitali, avvertendola di non dirlo alla madre, altrimenti non le avrebbe dato né il telefono né la paghetta. 

“Le imponeva di guardare mentre si masturbava”

A fine mese di quello stesso anno un altro episodio di orrore, l’indagato, sempre secondo le ipotesi accusatorie, ha mostrato all’undicenne le sue parti intime per poi masturbarsi in sua presenza, con l’intento di indurre la bambina a compiere a sua volta atti sessuali, rivolgendole frasi del tipo “vieni qui”. E il il 28 gennaio 2024 dopo aver fatto dei gesti con le mani tali da indicare alla minore in maniera inequivoca un rapporto sessuale, un atto di masturbazione, nonostante il rifiuto della piccola, le mostrava i genitali imponendole di guardare “guarda” e in questa circostanza la madre, secondo le ipotesi accusatorie, aveva affidato al convivente la figlia, nonostante fosse consapevole che egli avrebbe abusato sessualmente della minore, senza impedire le atrocità che da lì a poco si sarebbero consumate. Ma c’è di più. 

La madre sapeva

La donna, che risponde anche di detenzione o accesso di materiale pornografico ed estorsione, procurandosi il video, in cui la figlia simulava un rapporto sessuale muovendosi con il corpo in maniera oscillante, palpeggiando il seno, mentre assisteva all’atto di masturbazione, avrebbe minacciato il convivente  di divulgarne i contenuti, di bucargli le ruote dell’auto e di aggredirlo con un’ascia, per costringerlo ad andar via di casa. Con ulteriori richieste: di lasciarle l’auto e il bancomat dove veniva accreditato lo stipendio. 

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