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Blitz contro il caporalato nel Catanzarese, la Cgil: “Creare condizioni umane di lavoro”

caporalato catanzarese

“Ancora una volta è l’importante lavoro e la radicale presenza delle forze dell’ordine e della magistratura a smascherare una vergognosa rete di sfruttamento: parliamo addirittura di 13 persone, tra cui 11 di nazionalità bulgara che sfruttavano propri connazionali. Un disegno criminoso che racconta l’importanza del continuo monitoraggio del territorio fatto anche con il contributo e con la sinergia delle organizzazioni sindacali che spesso portano a denunce, fondamentali per l’azione delle istituzioni”. È quanto affermano il segretario generale della CGIL Area vasta, Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, e della Flai CGIl Area vasta, Battista Platì.

“Bisogna rimanere vigili nella lotta al contrasto di una economia illegale, dello sfruttamento e del caporalato – affermano ancora Scalese e Platì -. Molto si è fatto grazie alle leggi oggi esistenti, al lavoro delle forze dell’ordine, al presidio quotidiano del sindacato e al coraggio di quelle lavoratrici e lavoratori che trovano la forza di denunciare, che avranno sempre il nostro sostegno. Ma dobbiamo essere ancora più attivi e incisivi nella creazione di condizioni di lavoro ‘umane’, stabili e sicure nel rispetto della dignità dei lavoratori, da qualsiasi parte del mondo provengano, e in qualsiasi angolo del paese lavorino. Solo così potremo parlare di difesa della libertà e della democrazia”.

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