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Boom di contagi sulla fascia jonica cosentina e ambulanze in attesa davanti al Pronto Soccorso

di Maria Teresa Improta – Preoccupa il boom di contagi nella Sibaritide. L’afflusso di utenti al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rossano è fuori controllo. Ambulanze in fila con pazienti a bordo attendono la presa in carico, mentre all’interno la promiscuità tra infetti e non infetti contribuisce alla diffusione del coronavirus nel circondario. Pare siano diverse le emergenze dirottate verso l’Annunziata di Cosenza che stanno comportando accese proteste da parte dei familiari e disordini. Sono diverse le persone risultate positive dopo aver atteso ore al Pronto Soccorso del Giannettasio per ricevere cure e consulenze. La differenziazione dei percorsi d’accesso infatti, a due anni dall’inizio della pandemia, non è stata ancora posta in essere a parte nei mesi durante i quali sono state allestite nel piazzale le tende della Protezione Civile ormai smantellate da diverso tempo. Pazienti, parenti e dipendenti transitano e spesso stazionano negli stessi luoghi insieme a soggetti Covid positivi accertati e sospetti. Una situazione denunciata dagli operatori sanitari che da dicembre sollecitano l’intervento del commissario dell’Asp di Cosenza Vincenzo La Regina e il commissario alla sanità calabrese Roberto Occhiuto, che ad oggi ancora non hanno inteso fornire loro alcun tipo di risposta. Inoltre nei giorni scorsi il mancato approvvigionamento di tamponi rapidi ha contribuito a peggiorare la situazione con 10/12 ore di attesa per ottenere il responso del molecolare.

Picco di contagi

Nella sola città di Corigliano Rossano sono oltre 700 i casi Covid accertati negli ultimi 30 giorni. Nel frattempo Maria Martino Rizzo del dipartimento Igiene e Sanità Pubblica di Rossano afferma che la scorsa settimana è stato raggiunto il picco più alto di contagi da inizio pandemia. “Per fortuna tale incremento – spiega Rizzo – non è stato seguito ad un aumento proporzionale dei ricoveri. Sicuramente perché la variante Omicron che sta circolando maggiormente dà sintomi violenti quali dolore e febbre che dopo un paio di giorni si attenuano a seconda dello stato immunitario del paziente. In più i pazienti si negativizzano più velocemente rispetto ai contagiati con la variante Delta. Abbiamo molti più casi, però sono meno virulenti. Certo in tutta l’Asp di Cosenza tra Terapia Intensiva e reparti ordinari abbiamo 150 ricoverati, che considerato che i soggetti Covid positivi sono circa 6mila non è particolarmente allarmante. Nonostante ciò ci siamo organizzati per fronteggiare un eventuale aumento delle ospedalizzazioni. Portiamo avanti il tracciamento con difficoltà in quanto possiamo fare al massimo 250 tamponi al giorno, ma negli ultimi sei giorni abbiamo avuto 3mila casi, 500 al giorno, non riusciamo a fronteggiare. Grazie all’ordinanza del commissario Occhiuto il nostro lavoro per sciogliere le quarantene è stato alleggerito perché ora basta il tampone da privato. Il problema che abbiamo noi sullo Jonio si registra anche nelle altre aree dell’Asp di Cosenza, l’aumento dei contagi in questa ondata è diffuso non circoscritto a determinati territori”.

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