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Bozza nuovo Dpcm, scontro tra governo e Regioni. Ancora disordini in piazza

Stop all’attività di palestre, piscine e sale giochi, chiusura di bar e ristoranti dalle 18 in poi e nei giorni festivi, didattica a distanza al 75% alle scuole superiori. Sono questi i principali interventi per frenare l’aumento dei contagi del Coronavirus (l’ultimo bollettino segna 19.644 e 151 morti), contenuti nella prima bozza del nuovo Dpcm, di cui il premier Giuseppe Conte ha discusso con i capi delegazione della maggioranza. Il nuovo provvedimento, che conterrà misure valide per un mese, fino al 24 novembre, dovrebbe essere firmato dal presidente del Consiglio domani, perchè ci sarebbero ancora da sciogliere alcuni nodi riguardo i punti contenuti nel provvedimento, tra cui lo spostamento tra le regioni e le chiusure delle attività commerciali e ristoranti alle 18.

Scontro tra governo e regioni

Tra le richieste delle Regioni avanzate all’esecutivo, oltre alla possibilità di tenere aperti i ristoranti fino alle 23 con servizio al tavolo e alle 20 per i bar senza servizio al tavolo (e alle 23 con servizio al tavolo), si chiede un impegno per quanto riguarda i medici di famiglia, da prevedere già nel dpcm per l’esecuzione di tamponi antigenici rapidi. Inoltre, la richiesta è quella di un impegno concreto sul ristoro alle attività che subiranno danni dal nuovo Dpcm, la possibilità di prevedere per le scuole superiori la didattica a distanza al 100%. Si chiede al governo anche di valutare i dati epidemiologi, per verificare eventuali riaperture nelle regioni con situazioni epidemiologiche che lo consentano. Nella lettera, inviata dal presidente della conferenza Stato-Regioni Bonaccini, al premier Conte, si chiede infine di prevedere nel fine settimana la chiusura dei centri commerciali, con l’eccezione degli esercizi alimentari e delle farmacie.

Disordini in piazza a Roma

Intanto nella notte, ci sono stati disordini durante la protesta in Piazza del Popolo al centro di Roma. Alla mezzanotte, con lo scattare del coprifuoco, quando gli è stato intimato di andar via i manifestanti hanno lanciato petardi e fumogeni contro le forze dell’ordine. C’è stata una carica di alleggerimento e i manifestanti si sono dispersi verso piazzale Flaminio. Incendiati anche alcuni cassonetti. Secondo quanto si è appreso da fonti di polizia, ci sarebbe qualche fermato.

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