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Brugnano (Fsp): “Gli arrestati a casa subito, giustizia debole”

“Gli arrestati, anche se colti in flagranza di reato, ritornano a casa prima delle pattuglie della polizia che li hanno ammanettati. C’è una pericolosa debolezza della giustizia italiana che non riesce a dare sicurezza e certezza della pena. I ministri Salvini e Bonafede prendano coscienza della sfiducia che si genera, in questo modo, nei cittadini onesti e che vanifica lo sforzo delle forze dell’ordine”. Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Fsp, Giuseppe Brugnano, “partendo dal caso emblematico di un giovane arrestato ieri mentre svaligiava una abitazione a Catanzaro, con arnesi pericolosi che solo per una fortunata coincidenza non sono stati usati contro le vittime del furto, ma tornato a casa prima ancora che i poliziotti che lo hanno sorpreso finissero, di fatto, il proprio turno di lavoro”. Secondo Brugnano, “siamo davanti ad interpretazione legislative troppo accondiscendenti, al punto che lo stesso pubblico ministero aveva chiesto gli arresti domiciliari. Lo Stato deve riuscire a garantire una certezza della pena, perché diventa impossibile spiegare alla signora vittima del furto che, poche ore dopo, il responsabile era già libero. Se da un lato occorre potenziare un sistema legislativo che non è più solo garantista, ma che è diventato ampiamente permissivo – ha proseguito – dall’altra ci si augura che i giudici possano comprendere la valenza e la portata di una loro decisione, rischiando di rendere assolutamente inutile il lavoro portato avanti con sacrificio e dedizione dalle forze di polizia”. Brugnano si rivolge ai ministri di Interno e Giustizia, per chiedere “un intervento radicale e concreto sia dal punto di vista legislativo che rispetto alla necessità di garantire una pena concreta ai delinquenti che creano allarme sociale nelle nostre comunità”.

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