Brumotti minacciato a Catanzaro dai rom: verrà il giorno che muori con la bici (VIDEO)

Vittorio Brumotti, inviato di Striscia la Notizia, non è stato accolto per nulla bene dalla comunità rom di viale Isonzo a Catanzaro.

A bordo della sua bici, l’inviato della nota trasmissione Mediaset, ha fatto tappa nel quartiere maggiormente a rischio sociale della città capoluogo di regione.

A bordo della sua bici, l’inviato della nota trasmissione Mediaset, ha fatto tappa nel quartiere maggiormente a rischio sociale della città capoluogo di regione.

Questa sera è andata in onda l’anteprima del servizio realizzato da Brumotti, ma l’assaggio passato su Canale 5 fa comprendere il clima di tensione vissuto dalla troupe di Striscia.

Minacciato addirittura di morte, Vittorio Brumotti ha raccontato e documentato lo spaccato sociale di viale Isonzo e dei suoi enormi problemi, più volte messi in evidenza anche da Calabria 7 con servizi realizzati nel corso di questi mesi. Degrado ambientale e sociale che permane nel suo essere da decenni. Ma soprattutto l’allarmante messaggio diffuso: Catanzaro é in mano ai rom, il mercato della droga è in mano ai rom. “Verrà il giorno che muori con la bicicletta”, dicono a Brumotti.

Striscia la Notizia lo mostrerà in onda all’Italia intera nel corso della puntata di lunedì sera.

Così si legge sulle pagine del sito di Mediaset: Ancora una volta la presenza di Vittorio Brumotti nei luoghi in cui si spaccia droga non viene vista di buon occhio.

Il nostro inviato questa volta è volato a Catanzaro per mostrare come in alcuni quartieri della città si viva in condizioni di degrado, in quartieri ormai dediti allo spaccio di stupefacenti a casa.

Attraverso una telecamera nascosta e il supporto di un collaboratore, il biker riesce a documentare come basti bussare in certi appartamenti per ottenere la dose di droga richiesta. Una volta svelata la presenza delle nostre telecamere, però, i diretti interessati non la prendono bene.

Addirittura Brumotti ci mostra come la stessa donna che prima aveva offerto della cocaina, pur avendo una bambina in casa, subito dopo lo minacci. Stesso atteggiamento tenuto anche da altri abitanti della zona che non gradiscono che si accendano i riflettori sulla situazione in cui versa il loro quartiere.

Portare alla luce certe evidenze, infatti, vuol dire maggiore attenzione da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Redazione Calabria 7

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