Bufera sul Pd di Cosenza, la storia di Jlenia mette in imbarazzo Schlein: “Licenziata ma ancora senza stipendio e Tfr”

Mamma di una bambina, racconta di essere stata licenziata nel 2022 per "riduzione del personale". Il tribunale le ha dato ragione, ma i soldi non sono ancora arrivati

Madre di una bimba di due anni, dipendente del Partito democratico, licenziata dopo 15 anni di lavoro, alcuni dei quali addirittura in nero, senza percepire diversi stipendi e il trattamento di fine rapporto per circa 15mila euro. E’ la storia di Jlenia Sardano che chiama in causa la federazione provinciale del Pd di Cosenza dove la donna ha lavorato per tre lustri attraversando diverse segreterie. Una storia raccontata nei dettagli da “La Verità” il giornale di Maurizio Belpietro grazie al quale la vicenda ha superato i confini regionali diventando un vero e proprio caso politico.

Secondo quanto riportato nell’articolo, la Sardano ha anche scritto alla segretaria Dem Elly Schlein: “Quando la vedo in televisione, resto sempre basita. Non avrei mai immaginato. Il partito dei lavoratori che lascia sola una madre, con una bambina piccola. Aspetto quei soldi da due anni. Come si possono ignorare i diritti di una persona che ha persino dedicato la vita al Pd?”.

Secondo quanto riportato nell’articolo, la Sardano ha anche scritto alla segretaria Dem Elly Schlein: “Quando la vedo in televisione, resto sempre basita. Non avrei mai immaginato. Il partito dei lavoratori che lascia sola una madre, con una bambina piccola. Aspetto quei soldi da due anni. Come si possono ignorare i diritti di una persona che ha persino dedicato la vita al Pd?”.

L’odissea di Jlenia

Ma procediamo con i fatti così come raccontati dalla diretta protagonista di questa triste vicenda. Il 31 dicembre 2022 Sardano, 44 anni, riceve la lettera di licenziamento. Ovvero la Risoluzione del rapporto di lavoro per riduzione del personale. Lei a quel punto chiede e ottiene la Naspi: 699 euro al mese prima, 597 poi. Il 30 marzo 2023 il suo avvocato Marco Oliverio, trovatole dalla Cgil, ottiene un’ingiunzione del tribunale: il Pd deve darle circa 12 mila euro, visto che nel frattempo ne ha ricevuti 2.500. Jlenia manda una lettera alla segretaria chiedendole “di intervenire in prima persona per sistemare quanto prima questa incresciosa situazione”. La donna scrive: «In occasione del primo maggio, nelle sue dichiarazioni sulla stampa, ho letto tanta voglia di difendere i lavoratori e lottare contro il precariato. Tante belle parole che però poi si scontrano con la realtà dei fatti”.

Il Tribunale di Cosenza respinge il ricorso del Pd

Il 2 febbraio 2024 il Tribunale di Cosenza respinge il ricorso del Pd e lo condanna nuovamente a pagare i 14 mila euro. Intanto sono passati più di tre mesi ma nulla è successo. L’avvocato Oliverio spiega: “Siamo stati costretti persino al pignoramento della tesoreria presso terzi. L’ho notificato a tutti: gruppo regionale, Camera, Senato, Nazareno. Devono farsene carico, anche per una questione umana. Diciamo di voler tutelare chi ha un lavoro. Poi lasciamo per strada una dei nostri, non paghiamo quanto le spetta e facciamo perfino opposizione”.

La Lega all’attacco

Il caso diventa politico e chiama in causa direttamente Elly Schlein. Il deputato leghista Rossano Sasso, responsabile della Lega in Calabria va all’attacco: “La Schlein sarebbe stata più volte chiamata da questa donna, madre e lavoratrice, ma non avrebbe mai risposto. Il capo del Pd che ciarla di salario minimo e di tutele dei lavoratori, tra una consulenza della sua armocromista e un’intervista in tv, non ha trovato il tempo di rispondere ad una donna che per il Pd ha speso la sua vita? Sfruttamento del lavoro in nero, maltrattamento di una lavoratrice, umiliazione e stipendi non pagati: la Schlein chiarisca”.

L’imbarazzo del Pd

La replica della Federazione provincia di Cosenza tende a salvaguardare Schlein e Boccia, ovvero i due dirigenti nazionali chiamati in causa in questa storia. “La Federazione provinciale è un’associazione di diritto privato dotata di autonomia patrimoniale e che, per le sue obbligazioni, non risponde nè il Partito nazionale nè quello regionale. Pertanto, l’accostamento alla vicenda di Ilenia Sardano della Segreteria Schlein e del Capogruppo Boccia non è fondata”, dichiara Vittorio Pecoraro, segretario provinciale Partito Democratico di Cosenza. “Ilenia Sardano – si legge in una nota – è stata una valida attivista e collaboratrice, lavorando negli ultimi 15 anni sia con strutture del Consiglio regionale della Calabria sia con il Partito provinciale, ricoprendo il ruolo di unica funzionaria per lo stesso. Nel 2022, l’assenza di stabili entrate finanziarie da parte della Federazione provinciale ci ha costretto a non poter più avvalerci di personale dipendente, comportando la necessità di interrompere il contratto di lavoro della nostra unica dipendente”. La nota del Pd precisa che “il senatore Boccia, nella sua qualità di ex Commissario provinciale, limitatamente al periodo delle elezioni amministrative dell’ottobre 2021, ha lasciato la federazione, subito dopo il congresso tenutosi nei tre mesi successivi, con i conti in ordine, garantendo rigorosamente ogni spettanza e ha sempre espresso parole di stima nei confronti della dipendente oltre a richiederci di salvaguardare sempre le sue prerogative di lavoratrice”.

I dubbi sulla sostanza dei fatti restano: quanto raccontato da Jlenia è vero ed è vero che è stata pagata in nero? La risposta della Federazione provinciale del Pd non chiarisce la vicenda nel merito: “I rapporti di debito e credito della Federazione, inclusi quelli di lavoro, risentono della complessiva situazione finanziaria venutasi progressivamente a creare dall’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti nel 2013, nonché della mole di contenzioso accumulatasi a partire dal 2009. La federazione con i suoi iscritti a partire dagli eletti con maggiori responsabilità è scritto infine – è impegnata nel risolvere la vicenda in tempi rapidi e procederà a garantire le cifre spettanti alla lavoratrice”.

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
L'appuntamento è per domenica 16 giugno e al centro dell'iniziativa ci sarà la terza età. Il titolo è già tutto un programma: "Siamo tutti anziani"
Secondo quanto raccontato da "Basta vittime sulla statale 106": il conducente della vettura sbalzato fuori dall'abitacolo e incastrato nel guardrail
Ci sono anche due deputati calabresi tra i parlamentari sanzionati dall'ufficio di presidenza della Camera dei deputati
Soddisfazione da parte del presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto: "Ma non basta, la mobilitazione continua"
l'inviato
Centinaia di chilometri di arenile ubicati a ridosso della statale 18 invasi da erbacce, rifiuti e liquami fognari
L'Intervista
Il testo licenziato dal Senato - spiega il governatore della Calabria al Corriere della Sera - è un buon testo, ma deve essere migliorato”
I messaggi social con la firma delle “Brigate Rosse” diretti a due cosiddetti "diarchi fascisti": "Siete condannati a morte"
La Cgil incalza di fronte all'ennesimo episodio "Bisogna prendere provvedimenti drastici e urgenti affinché i colleghi vengano tutelati"
Accolte le istanze dei difensori del 31enne, di Spadola. Il Tribunale di Messina ha ritenuto inammissibile la richiesta della Dda
Accusati in concorso tra di loro di peculato, erano stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di finanza. Accolte le le richieste della difesa
RUBRICHE

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2024 © All rights reserved