Calabresi uniti contro il raddoppio dell’inceneritore di Gioia Tauro

L'obiettivo è quello di fermare il raddoppio dell’inceneritore e il rigassificatore per tutelare le risorse e la salute dei calabresi
termovalorizzatore Gioia Tauro

Nasce il Coordinamento dei Movimenti per la Difesa del Territorio. “Sarà questa – si legge in una nota firmata dal CMDT – Coordinamento dei Movimenti per la Difesa del Territorio – la casa comune delle diverse realtà associative e delle singole persone della Piana di Gioia Tauro che hanno deciso di mobilitarsi insieme dopo la riesumazione, da parte del governo regionale, di progetti scellerati come il raddoppio dell’inceneritore e il rigassificatore. Il nome, deciso nella riunione tenutasi ieri presso la sala consiliare del Comune di Cinquefrondi, indica chiaramente scopi e modalità di questa nuova realtà, nata dall’incontro e dal confronto di soggetti con sensibilità ed esperienze diverse, ma accomunati dalla voglia di costruire un futuro possibile, sano e sostenibile per i nostri territori: fermare i progetti in questione e proporre delle alternative, sono il solo modo per tutelare risorse, salute e tasche del territorio e dei cittadini”.

Inquinamento in Calabria, benefici fuori regione

Inquinamento in Calabria, benefici fuori regione

“Il presidente Occhiuto – ricordano gli attivisti – dice che Gioia Tauro deve essere la locomotiva del Paese. Il presidente Draghi, intervenendo qualche giorno fa al forum “Verso il Sud” a Sorrento, ha dichiarato che il Sud deve diventare l’hub europeo per l’energia verde. Nonostante la grande enfasi con cui ce lo dicono, la cosa però non ci inorgoglisce per nulla, anzi ci fa paura il pensare di voler sacrificare ancora una volta questi territori in nome di interessi “più alti”. Un ruolo di colonia, quello che da sempre hanno affibbiato a questi territori con il beneplacito di ‘ndrangheta, classi dirigenti e imprenditori, al soldo del profitto, che contestiamo fortemente. Basti pensare alla produzione energetica: la Calabria da anni esporta circa i due terzi dell’energia prodotta. Eppure, a parte qualche manciata di posti di lavoro, questo sacrificio in nome dell’interesse del Paese non ha impedito la chiusura di ospedali, l’erosione dei servizi, i tagli progressivi ai bilanci degli enti locali, l’emigrazione dei nostri giovani. Il domani lo vogliamo immaginare diverso. Tuttavia ancora ci vengono a proporre impianti e centrali: l’inquinamento e i danni qui, sul nostro territorio, mentre i benefici per il resto del Paese e per l’Europa”.

Coordinamento dei Movimenti per la Difesa del Territorio

“Il Coordinamento dei Movimenti per la Difesa del Territorio nasce quindi con ambizioni legittime. Da una parte articolare – chiariscono gli attivisti – un lavoro capillare di informazione rispetto ai rischi e ai danni legati a impianti come l’inceneritore e il rigassificatore, e soprattutto alle alternative sostenibili a queste scelte che ci dicono obbligate, ma obbligate non sono. Dall’altra costruire collettivamente e in maniera partecipata proposte e strategie per assicurare un futuro ai nostri territori, da contrapporre al nulla che si cela dietro i grandi proclami e dietro queste scelte scriteriate. Scelte che negli anni hanno visto il Paese Italia multato, per milioni di euro, per non aver rispettato le stesse direttive comunitarie. A breve saremo online con un nostro sito e sui vari canali social, oltre che naturalmente nelle piazze con una serie di iniziative già in programma, ma siamo già raggiungibili per info e contatti sulla mail cmd.territorio@gmail.com”.

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