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Calabria senza pace, divisa tra bufere mediatiche e terremoti giudiziari

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Una nuova bufera giudiziaria travolge la Regione Calabria e la classe politica calabrese, rimarcando ancora di più la drammaticità della situazione di una terra senza pace. L’inchiesta anti-‘ndrangheta “Basso profilo” della Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri decapita letteralmente un partito, l’Udc, nella sua leadership nazionale, con il coinvolgimento di Lorenzo Cesa nel frattempo dimessosi dalla segreteria del partito, e in quella regionale, con l’assessore al Bilancio Franco Talarico finito ai domiciliari.

Ma in realtà l’indagine dell’Antimafia catanzarese si abbatte come un ciclone sull’intera attuale fase politica che vede la Calabria proiettata al ritorno alle urne per le elezioni regionali in programma il prossimo 11 aprile dopo la fine anticipata della legislatura a causa della prematura scomparsa della governatrice Jole Santelli, avvenuta lo scorso 15 ottobre. Una legislatura caratterizzata anche da una serie di arresti che hanno colpito al cuore la massima Assemblea legislativa calabrese: il primo è stato, a febbraio 2020, l’arresto di Domenico Creazzo, eletto tra fila di Fratelli d’Italia e fermato nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, il secondo è stato, a metà novembre, quello del presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, di Forza Italia, coinvolto in un’altra indagine della Dda di Catanzaro. Oggi questo nuovo “terremoto” giudiziario che sconvolge una terra sempre più lacerata, segnata dal grande dolore per la scomparsa della presidente Santelli ma anche da tanti scandali e da tante furibonde polemiche, oltre che dall’emergenza Covid 19 che anche qui è dilagata, alimentando le difficoltà di una regione affidata a un governo chiamato solo a gestire l’ordinario con la guida del presidente facente funzioni ella Giunta regionale, Nino Spirlì, della Lega.

Per la Calabria continua a essere una fase durissima: sostanzialmente risparmiata dalla prima ondata, la regione invece è stata travolta come il resto del Mezzogiorno dalla seconda ondata del Covid 19, un’emergenza sanitaria che ha tra l’altro svelato a livello nazionale lo stato comatoso della sanità regionale, in piano di rientro da 11 anni e in regime di commissariamento da 10 anni. Novembre è stato il mese dell’incredibile “valzer” sulla figura del commissario, nato dal gravissimo “scivolone” dell’allora commissario Saverio Cotticelli, che davanti alle telecamere di “Titolo V” di Rai3 ha di fatto ammesso di non sapere che tra le sue competenze era ricompreso anche il piano anti Covid per la Calabria. Da quel giorno – il 7 novembre – una “telenovela” che a un certo punto sembrava infinita, tra dimissioni, rinunce e “pasticci” del governo, con tanti nomi di possibili commissari “bruciati” in una decina di giorni fino a quando non è arrivato il profilo del prefetto Guido Longo, nominato dal governo commissario ad acta della sanità calabrese il 27 novembre. Chiusa la “partita” della sanità, la Calabria tuttavia vive ancora un clima di profonda precarietà, in attesa di tornare al voto per le elezioni regionali. La campagna elettorale di fatto è già iniziata, con la sorprendente discesa in campo del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della Regione: lo stesso de Magistris ha subito fatto sentire la sua voce oggi, ricordando di aver indagato, tra gli altri, lo stesso Cesa tra il 2005 e il 2007, quand’era pm a Catanzaro. Sembra l’antipasto di una campagna elettorale che si preannuncia particolarmente tesa in Calabria, con i due schieramenti classici, il centrosinistra e il centrodestra, ancora alle prese con complicate trattative interne, per il centrodestra forse ancora più complicate visto che l’ultima inchiesta della magistratura ha colpito un altro partito importante della coalizione, l’Udc, che in Calabria ha ancora una solida “roccaforte”, dopo le inchieste che in precedenza avevano colpito esponenti di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. In questo contesto estremamente tormentato, anche per gli effetti dell’emergenza sanitaria ed economica in atto, i calabresi, dunque, si preparano al voto per le Regionali confidando in un ritorno alla normalità dopo tutte queste scosse telluriche.

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