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Calabria, sindacati spiegano ragioni del mancato accordo aziendale afferente il Fondo Bilaterale da parte dei lavoratori

L’ Organizzazione Sindacale Uiltrasporti, Unsiau, SLM-Fast, Conf.A.I.L., Faisa-Cisal, presenti in Fdc, non hanno firmato l’accordo di proroga di immissione dei lavoratori nel Fondo Bilaterale perché la parte datoriale, nonostante le criticità evidenziate dal sindacato in merito all’attuazione di detta procedura, che avrebbe ulteriormente penalizzato i lavoratori con un reale impoverimento dello stipendio, ha negato loro la possibilità di ricevere un’adeguata integrazione salariale. Eppure i lavoratori, responsabilmente hanno acconsentito per ben 9 settimane ad essere collocati nel Fondo Bilaterale di Sostegno, precisamente dal 24 marzo al 24 di maggio, sottoponendosi, per oltre due mesi, alla riduzione del proprio salario pari al 50%. Adesso basta! I lavoratori hanno già dato.

Facendo responsabilmente la propria parte, ogni lavoratore, in questo periodo, ha lasciato in azienda una considerevole quota del proprio salario, contribuendo in tal modo al risanamento finanziario ed economico dell’ azienda; risanamento nuovamente e colpevolmente compromesso da parte di chi non ha saputo gestire le risorse ricevute. E’ venuto il momento che ognuno debba assumersi le proprie responsabilità. Infatti l’azienda, nonostante cerchi di far ricadere sulla Regione l’obbligo del collocamento del personale in Fondo Bilaterale, ha comunque, percepito il 100%  dei corrispettivi dalla Regione Calabria, ha accreditato, altresì, una serie di risorse previste dalle leggi nazionali di emergenza, emanate per il Covid-19 a favore del TPL, beneficiando, tra l’altro, di misure di agevolazioni fiscali e previdenziali che riguardano le imprese in generale. Ma su tutto ciò l’azienda tace.

Dopo oltre due mesi di permanenza nel Fondo Bilaterale, tra l’altro non applicato equamente come invece era stato sottoscritto, oggi l’azienda, spudoratamente e senza alcun imbarazzo sottopone alle OO. SS. un nuovo accordo per continuare a tenere i lavoratori nel Fondo per altre 5 settimane, senza farsi carico della differenza retributiva che, viceversa, tutte le aziende serie d’Italia stanno corrispondendo ai propri lavoratori, anche per il tramite di diverse modalità. Il fatto che alla Dirigenza non sia passato per l’idea di collocare, prioritariamente, in congedo tutto il personale in possesso di ferie arretrate (2016-2018) è quanto dire. Ciò avrebbe avvantaggiato sia i lavoratori che avrebbero ricevuto in busta paga la corrispondente voce, sia l’azienda che non avrebbe pagato all’Inps la penale annuale sul congedo non fruito nei termini previsti. A meno che questa Dirigenza non abbia altri propositi reconditi intesi a privilegiare, come al solito, alcuni lavoratori a discapito di altri, riservando trattamenti speciali col collocamento in quiescenza. Noi non ci stiamo! I lavoratori FdC non possono continuare ad essere depredati e defraudati delle loro spettanze. È quanto mai grave che un’azienda pubblica, di proprietà della Regione, finanziata interamente con soldi pubblici a carico della collettività, promuova una politica di sacrifici solo ed esclusivamente a carico dei lavoratori sottraendo risorse alle loro famiglie. Con grande rammarico e delusione prendiamo atto della “grande solidarietà” dimostrata col braccio di ferro instaurato dal management aziendale, di recente nomina, e lo invitiamo a riflettere sulla sciagurata decisione intrapresa. Nel fare il nostro dovere di sindacato responsabile, con l’occasione, invitiamo l’azienda, nel predisporre i prossimi servizi scolastici, a valutare in modo adeguato e puntuale, le reali esigenze dei territori serviti, affinché venga contemperata la garanzia della sicurezza dei lavoratoricon quella degli utenti; quest’ultimi rappresentano il nostro vero core business e l’azienda ha il dovere di soddisfare, di non deludere e non disperdere.

Una partita importante per il futuro aziendale e per la stessa esistenza dell’ impresa che non può prescindere da una componente essenziale: i lavoratori, vera risorsa e non certo un peso. Ma questa è un’altra storia, che appartiene anche ad una cultura d’ impresa d’altri tempi e che oggi è veramente raro riscontrare. Su questi obiettivi imprescindibili, che toccano la dignità dei lavoratori, le OO.SS. si trovano unite a percorrere la medesima strada anche se quella scelta dall’azienda risulta differente. Siamo sicuri che in questo momento difficile e complicato l’Azienda non possa fare a meno dei lavoratori e del Sindacato Unito, per superare le difficoltà di una crisi scoppiata a livello mondiale, e guardare al futuro con spirito positivo e costruttivo, ma soprattutto con la consapevolezza e la responsabilità di svolgere un ruolo fondamentale nell’ambito della mobilità e del TPL Calabrese.

Redazione Calabria 7

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