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Calabria “zona bianca”, in Prefettura la protesta dei ristoratori e baristi di Vibo Valentia

ristoratori e baristi Vibo Valentia

“Ci autoproclameremo in zona bianca”, è questa la ‘promessa’ dei commercianti vibonesi e titolari di bar e ristoranti. Con l’istituzione della zona rossa in Calabria, ad essere stati penalizzati sono stati ancora una volta i locali della ristorazione, che vedono così allontanarsi la data della riapertura. Domani, martedì 6 aprile, gli stessi titolari e gestori di ristoranti e bar, ma anche di palestre e svariate attività commerciali della provincia di Vibo Valentia, protesteranno davanti alla Prefettura contro le chiusure volute dal governo Draghi.

Sono oltre 150 le adesioni al gruppo “Zona Bianca”, costituito da ristoratori, baristi e altri imprenditori vibonesi. Tutti insieme, dalla giornata di domani, apriranno i loro esercizi per protestare contro le chiusure che gli impediscono di lavorare mettendo in crisi un intero settore. La protesta ha avuto anche risalto nazionale. Nella serata di ieri, infatti, il tema della manifestazione partita dalla provincia calabrese è stato affrontato dalla nota trasmissione di Rete4 “Stasera Italia”. In linea con il pensiero dei tanti titolari di attività rimasti senza lavoro la presa di posizione della Santachè la quale ha ricordato che i luoghi di maggiore contagio sono i trasporti pubblici, mai regolati da alcuna restrizione. Al flashmob di domattina parteciperanno anche molti gruppi delle altre quattro province calabresi che hanno deciso di aderire e appoggiare l’iniziativa del gruppo “Zona Bianca”.

 I manifestanti porteranno un documento, che consegneranno al Prefetto di Vibo, contenente tutte le ragioni della protesta e le varie garanzie sulle riaperture in sicurezza. “Dal 6 aprile, i ristoratori riapriranno – si legge nel documento – a prescindere dalla colorazione della Regione Calabria, a pranzo e a cena, rispettando tutte le regole per la tutela della salute della clientela e del personale, a causa del nostro grave stato di necessità per salvare le nostre attività, le persone che vi lavorano e le rispettive famiglie da un pericolo concreto, imminente, e non altrimenti evitabile”. “Speriamo di allargare la protesta agli altri settori colpiti dalle chiusure sperando di averli al nostro fianco”, concludono gli organizzatori.

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