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Call center: Di Maio assente, servono subito soluzioni (VIDEO)

di Carmen Mirarchi

Call center, salta l’incontro con Di Maio e la delusione dei tanti calabresi che lavorano nel settore è cocente. Dopo più di un anno e quattro riunioni già annullate, anche ieri è saltato il tavolo sui call center previsto al Mise. «Confidavamo di riuscire finalmente a parlare con il ministro Luigi Di Maio che aveva accolto l’ennesima nostra richiesta. Purtroppo oggi, arrivando al ministero abbiamo però appreso della sua assenza dai dirigenti ministeriali presenti al tavolo e a quel punto insieme agli altri segretari generali di categoria abbiamo deciso di lasciare il ministero». Così il Segretario Generale della Uilcom, Salvo Ugliarolo, uscendo ieri dal Mise e aggiungendo «Siamo arrabbiati. Alla fine, abbiamo scoperto che nello stesso momento in cui era previsto il nostro incontro, il ministro era impegnato con una diretta Facebook su temi politici che nulla hanno a che fare con il suo ruolo da ministro». Il mondo dei call center è in forte difficoltà – continua Ugliarolo ricordando le diverse vertenze del settore «e il ministro continua a sottovalutare». Di fatto, conclude, «ancora una volta ha preferito fare altro, dimenticandosi dei lavoratori dei call center e delle loro serie problematiche».

Si continuano a convocare, sconvocare, riconvocare al Mise senza potersi avvalere della presenza preziosa del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, i tavoli sui Call Center. Tutto ciò mentre le aziende del settore sono alle corde e migliaia di posti di lavoro rischiano di essere bruciati”.  Ha dichiarato il segretario nazionale Ugl Telecomunicazioni, Stefano Conti, al termine del confronto al Mise di ieri sul settore Call Center. “In concomitanza al tavolo di oggi al Mise – sottolinea Conti – a Palermo i lavoratori di Almaviva stavano manifestando sotto la Prefettura contro i circa 1600 gli esuberi stimati nel call center siciliano e contro l’avvio della procedura di licenziamento collettivo che partirà a settembre”.

La situazione di crisi dei call center è sotto gli occhi di tutti in tutta Italia ma purtroppo il Governo anche in questo caso ha pensato bene di non presentarsi al tavolo per discutere di quello che sarà il futuro di migliaia di persone- In particolare sembra grave la situazione dell’Abramo Customer Care , azienda calabrese che dà lavoro a tantissime persone e non solo e che rischia una grave crisi. Il Governo non può tirasi indietro anche questa volta perché ii cittadini ed i lavoratori che non si accontentano del reddito di cittadinanza vogliono continuare a lavorare come da anni fanno. Il decreto dignità ha già causato diversi mancati rinnovi contrattuali aumentano il numero di disoccupati. Di Maio anche questa volta in qualità di Ministro del Lavoro si è dimenticato della parte attiva della nazione lasciando i sindacati senza interlocutori al Ministero.

La delusione è forte perché i sindacati ed i lavoratori parlano di futuro a rischio e non riescono a comprendere l’indifferenza del Ministro del Lavoro.

le sigle sindacali Cgil, Cisl ed Uil ribadiscono in una nota la loro volontà di un incontro il prima possibile e sottolineando che il mancato tavolo di ieri è stata solo una strategia per prendere tempo. “Si tratta di risolvere i problemi legati alle delocalizzazioni delle attività, alla mancanza di ammortizzatori sociali stabili e certi, al dumping contrattuale,alla corretta applicazione delle clausole sociali, ad un progetto di formazione adeguata a traghettare il settore verso la digitalizzazione”.

Intanto da ogni parte politica e sociale piovono critiche su Di Maio che preferisce la diretta Facebook contro Salvini alla tutela dei posti di lavoro.

Gravissima la condizione a Crotone dove il settore rappresenta una forte fetta di occupazione, ma in tutta la regione una crisi ancora più acuta dei call center sarebbe davvero la fine per tantissimi. I numeri di chi farebbe richiesta di ammortizzatori sociali, i numeri di disoccupati, i numeri di migrazioni per lavora sarebbero talmente alti da causare una gravissima crisi calabrese e del sud.

Non porre la giusta attenzione al settore del call center vuol dire non porre la giusta attenzione al tema della Mezzogiorno. Le aziende che investono in Calabria e nelle regioni più difficili vanno aiutate e supportate sempre nell’ottica di una formazione e di una specializzazione dei lavoratori che possono offrire un servizio di qualità. Il Ministero non può abbandonare aziende e lavoratori.

redazione Calabria 7

 

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