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Calpark, Fiom e Cgil: c’è rischio chiusura

La Fiom-Cgil di Cosenza e quella regionale e la Cgil Calabria e di Cosenza denunciano, in un documento, la situazione di Calpark, il parco scientifico e tecnologico della Calabria che, si legge in una nota,porterebbe “alla chiusura di uno strumento come il parco scientifico e tecnologico, unico polo pubblico regionale, non solo per l’impatto occupazionale, ma soprattutto per l’assurdo segnale in controtendenza rispetto alle politiche di sviluppo europee e nazionali che fanno dell’Innovazione il fattore determinante per la crescita territoriale”.

Nel documento si evidenzia che la situazione, a fine maggio 2019 vedeva, dopo anni di rinvii continui e di sacrifici, l’Unical finalmente Impegnarsi per la soluzione della posizione di Calpark e dei Dipendenti, almeno per quanto contenuto in una lettera a firma del Rettore Crisci, consegnata a mano dall’amministratore unico Riccardo Barberi in sede di riunione convocata presso l’Ispettorato del Lavoro di Cosenza nell’ambito della vertenza Calpark. La lettera, datata 23 maggio 2019, è stata allegata al verbale dell’incontro del 24 maggio, che si è concluso con apprezzamenti e valutazioni positive da parte dell’ITL, dei sindacati e dei dipendenti. Gli altri principali Soci Pubblici: Fincalabra, Università Magna Grecia di Catanzaro, Università Mediterranea di Reggio Calabria, seppur convocati dall’ITL, non si sono neanche presentati”. Il 22 luglio, ricorda la Cgil, il rettore dell’Unical ha emanato un decreto, “con il quale approva l’istituzione di alcuni gruppi di lavoro, tecnico-scientifici e amministrativi, per la realizzazione di progetti del Polo Tecnologico dell’Ateneo, e nel quale, all’art. 7, “Si autorizza la stesura di una bozza di contratto di collaborazione di ricerca per il supporto al potenziamento delle infrastrutture di ricerca dell’Università della Calabria e all’erogazione dei relativi servizi scientifico-tecnologici con il Parco Scientifico e Tecnologico della Calabria (Calpark) S.C.P.A., da sottoporre, successivamente, alle determinazioni conseguenti da parte del Consiglio di Amministrazione”. Il 30 luglio scorso, si legge ancora, “si è riunito il C.d.A. dell’Università della Calabria, con al quinto e ultimo punto all’OdG la “Convenzione Calpark-Unical: Proposta collaborazione di ricerca per Infrastrutture di Ricerca di nuova istituzione”.

Il punto riguardante​ Calpark è stato rinviato ad un cda successivo. Era stato convocato un nuovo C.d.A. dell’Università della Calabria, con al sesto punto all’OdG la “Convenzione Calpark-Unical: Proposta collaborazione di ricerca”. Nei primi giorni di settembre i dipendenti e la Fiom di Cosenza, inoltre, hanno chiesto un incontro al prossimo Rettore, Nicola Leone, che però finora non ha inteso dare alcun seguito alla richiesta. Pur se durante la campagna elettorale aveva ricevuto i dipendenti di Calpark affermando di non avere alcun pregiudizio su un eventuale rilancio dell’azienda.

Per il 23 settembre 2019 – ricordano ancora Cgil e Fiom – era stato convocato un nuovo C.d.A. dell’Università della Calabria. Ma il punto all’ordine del giorno su Calpark è incredibilmente scomparso. Come è evidente, davvero si resta senza parole di fronte a tanto pressappochismo. A subirne le conseguenze sono i lavoratori esasperati dalla mancata fiducia sul futuro occupazionale e dai crediti salariali oramai giunti a circa 6 mensilità. Per affrontare per l’ennesima volta il problema abbiamo rinnovat o – scrive la Cgil – la richiesta di incontro alla DtL provinciale. Sollecitando tutti i soggetti coinvolti a rendersi disponibili a partecipare per una soluzione definitiva che rilanci la vita di Calpark e restituisca tranquillità ai dipendenti che vi lavorano”.

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