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Candidato governatore, quello stallo messicano… foriero di grandi novità

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di Danilo Colacino – Lo ‘stallo alla messicana’ o, più gergalmente, lo ‘stallo messicano’ è una forma di totale blocco in un duello, condotto armi in pugno, che si verifica quando ognuno dei combattenti ha la certezza di uccidere l’avversario ma anche di esserne ucciso. Una brutta – anzi pessima – situazione, che ad esempio nel periodo della Guerra Fredda fra Usa e Urss qualcuno chiamava ‘l’equilibrio del terrore’ in cui nessuna delle due superpotenze faceva il passo più lungo della gamba, al di là dell’immancabile propaganda, per non rischiare di scatenare una dirompente terza guerra mondiale. Ebbene, se trasponessimo tutto questo alla situazione politica attuale della Calabria – al netto di morti e feriti, come ovvio – verrebbe fuori più o meno un quadro identico. Singolare infatti la concomitanza delle traversie giudiziarie per gli unici competitor allo stato in campo: l’uscente Mario Oliverio per il centrosinistra e l’omonimo Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, in rappresentanza del centrodestra o, meglio, almeno per adesso esclusivamente di Forza Italia.

Il tempo passa e sembra che tutto debba cambiare affinché nulla cambi. La clessidra fa lentamente, ma inesorabilmente, scorrere i granelli di sabbia con la chiamata alle urne per le Regionali che se fosse in novembre, come peraltro dovrebbe essere, sarebbe ormai prossima. Mancherebbero infatti all’appello un centinaio di giorni al massimo, ‘sacre’ ferie d’agosto scorporate. Ma è proprio questo un altro punto chiave: la tornata a scadenza naturale farebbe comodo solo a Occhiuto e Oliverio, inclusi loro pochi aventi causa, che, salvo ulteriori ‘siluri’ dalle toghe, sembrano in lizza per il vertice della Cittadella, seppur con il primo cittadino brutio (vecchi sondaggi alla mano) in netto vantaggio sul governatore uscente. Sta di fatto, però, che i consiglieri di Palazzo Campanella lavoreranno su come prolungare la legislatura (assicurandosi le relative prebende d’oro rispetto ai comuni stipendi) – essendo da anni le date delle elezioni fissate da chi è ‘dentro’ ai consessi in barba a norme di carattere generale e principio di buon senso – così come gli schieramenti desiderosi di essere rappresentati da un loro candidato-presidente faranno quadrato per guadagnare tempo. Ecco allora che, al di là della sorte di Oliverio e Occhiuto, si farà di tutto per votare dopo Natale con in lizza pure l’alfiere dei 5S (il quale, malgrado si dichiari un indipendente lusingato dalla recentissima petizione popolare in favore di un suo ingresso nell’agone ma affatto interessato alla ‘cosa’, potrebbe essere il geologo Carlo Tansi) e gli altri aspiranti di un’area di centrodestra (con Wanda Ferro o Sergio Abramo in pole) e di una di centrosinistra (si parla di un professionista vicino alla politica, tuttavia per così dire ‘nuovo’ che potrebbe avere un grande appeal nella gente. Una sorta di operazione simpatia, ammesso si concretizzi, per tentare di spazzare via il netto negativo giudizio sull’amministrazione Oliverio).

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