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Caos al Comune di Catanzaro, la maggioranza di Abramo si spacca su i revisori

di Bruno Mirante – Acque sempre più agitate nella maggioranza che sostiene il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo. Mentre sul Palazzo comunale si agita lo spettro della commissione d’accesso, a seguito delle inchieste note come Farmabusiness e Basso Profilo istruite dalla Procura di Catanzaro e i cui atti sono al vaglio dalla prefettura del capoluogo, sono state ancora le questioni politiche a palesare le divisioni interne al governo Abramo. Le tensione tagliente in aula è sfociata prima ancora dell’inizio dei lavori in un acceso e violento confronto tra il consigliere Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo) e l’assessore Ivan Cardamone (Forza Italia).

Bagarre sulla nomina dei revisori

Motivo dell’accesa contesa, ancora una volta, la votazione per la nomina dei revisori contabili che nella precedente seduta del Consiglio comunale aveva registrato un ex equo tra due contendenti a causa proprio del mancato accordo politico sui nomi da individuare per occupare un tassello fondamentale nella vita amministrativa di Palazzo De Nobili. Nei giorni intercorsi tra la votazione andata a vuoto e la seduta di oggi è intervenuta una diffida da parte di uno dei professionisti inseriti nella lista dalla quale ha attinto la maggioranza, la commercialista Rosamaria Petitto, che ha evidenziato l’assenza dei requisiti da parte di un altro dei contendenti: Vincenzo Maiellare. In realtà – è stato chiarito in aula – al momento dell’iscrizione nella lista degli aspiranti revisori, il commercialista era in possesso dei requisiti richiesti ma poiché la pratica è stata portata al vaglio del Consiglio nel 2021, a seguito dell’aggiornamento, è emerso che tali requisiti erano venuti meno. A quel punto il segretario generale Vincenzina Sica, sentito il presidente del Consiglio Marco Polimeni, ha ritenuto opportuno chiedere alla sezione Finanza locale del Ministero dell’Interno, un parere in ordine al corretto iter procedurale da seguire onde evitare l’instaurarsi di eventuali contenziosi. Il Viminale si è espresso a favore di una nuova votazione che Polimeni e la conferenza dei Capigruppo hanno inserito al secondo punto all’ordine del giorno.

Forza Italia, Udc, Obiettivo Comune e Officine del Sud non partecipano al voto

Ad accendere la miccia, in aula, è stata il capogruppo di Forza Italia Roberta Gallo che ha annunciato che il suo gruppo e quelli di “Obiettivo Comune” e “Officine del Sud” non avrebbero partecipato alla votazioni per una ragione di ordine “tecnico”: “nella nota inviata al Ministero – ha sottolineato Gallo – non si evince l’invito-diffida fatto all’intero Consiglio comunale, preludio questo di un possibile contenzioso con eventuali responsabilità di noi tutti consiglieri a cui potemmo essere esposti nell’avallare una nuova votazione”.

Una presa di posizione forte che non ha lasciato indifferente il commissario provinciale dell’Udc, il consigliere Giovanni Merante che ha posto l’accento sul significato politico delle dichiarazioni di Gallo. “Qualcuno dimentica che il partito del sindaco Abramo è Forza Italia” – ha rimarcato Merante che ha evidenziato la necessità di un confronto politico interno alla maggioranza, specificando che il suo gruppo non è intenzionato ad esprimere un assessore in giunta nel quadro di un eventuale rimpasto (come la riunione prima convocata dal sindaco con i maggiorenti del centrodestra e poi rinviata a data da destinarsi per ragioni di opportunità, aveva lasciato intendere).

Abramo: “Sono di Forza Italia”

“Chiarisco a tutti che Forza Italia è il mio partito” – ha detto il sindaco che ha aggiunto: “Ho convocato i maggiorenti del centrodestra per un confronto ma non si sono presentati alla riunione perché evidentemente i partiti non lo hanno considerato necessario”. “I problemi politici tra il sindaco e Fi non dovrebbero riguardare altri partiti o liste civiche. Ho preteso che il voto sulla pratica debba essere libero, i consiglieri hanno piena facoltà di esprimersi sulla base dei curricula dei professionisti indicati dalla prefettura”. Una replica che non ha soddisfatto Merante che ha chiesto nuovamente al sindaco un confronto indispensabile per proseguire la consiliatura. E che ha causato la reazione di Sergio Costanzo (Fare per Catanzaro) che ha invitato il primo cittadino a prendere atto di una maggioranza che non esiste più e rivolgendosi ai colleghi di entrambi gli schieramenti ha invocato le dimissioni di massa per mettere fine alla consiliatura. “Sergio Abramo è di Forza Italia? – ha chiesto provocatoriamente Costanzo – dica chi ha votato alle passate regionali e cosa voterà alle prossime”. Il riferimento è al filrt tra il sindaco e il partito della Lega culminato, con la candidatura di Filippo Mancuso alle regionali (poi eletto) nelle fila del Carroccio.

Tra due contestazioni e abbandoni dell’aula con 13 voti favorevoli è stato eletto presidente del collegio dei revisori il dottor Franco Lacava.

Cesare Mulè cittadino benemerito

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo dell’ex ministro di origine catanzarese Antonio Catricalà scomparso questa mattina nella sua abitazione di Roma e dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi in Congo.

L’aula, dopo l’intervento del consigliere Nunzio Belcaro che ha evidenziato il grande contributo culturale e politico che lo studioso e già sindaco della città, Cesare Mulè, ha offerto al capoluogo e all’intera Calabria, ha approvato con 25 voti favorevoli, un astenuto (Eugenio Riccio) e un contrario (Manuela Costanzo) l’assegnazione  gratuita nel cimitero urbano del posto destinato all’inumazione della salma e il riconoscimento di cittadino benemerito per il compianto Mulè.

 

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