Calabria7

Carabiniere ucciso a Roma: lo sfogo di un sottufficiale calabrese

di Nico De Luca –

L’accoltellamento mortale del vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ed il ferimento del suo collega a Roma tengono banco sui quotidiani italiani, nella politica e nelle coscienze dell’intero Paese.

Calabria7 ha colto i sentimenti di un militare che lavora in Calabria, un Comandante di stazione, il quale ha affidato ai social alcune personali, struggenti ed amare riflessioni notturne.

“Sono le 3 di notte passate da un pezzo, sono ancora sveglio dopo una giornata di interminabile lavoro con l’ennesima inutile ed estenuante attività finalizzata a bloccare un pregiudicato che non dovrebbe essere libero in uno stato civile e che invece fa quello che vuole indisturbato, prendendosi gioco di noi sapendo che anche questa volta la farà franca, che se anche gli va male domani ci sarà qualche giudice che lo libererà”

E’ l’esordio di un lungo post pubblicato su FB dal sottufficiale dei Carabinieri calabrese, uno dei tanti comandanti di stazione che in realtà trascorrono lunghe ore, molto più di quelle dovute (e pagate) a servizio dello Stato ed a protezione di piccoli e grandi paesi.

Un pomeriggio a lottare, a sudare, a pensare, a ricostruire, ad indagare, a rischiare di farsi male e poi a scrivere interminabili burocraticissimi verbali che probabilmente saranno letti in pochi secondi. Dopo ore di attività si fa il punto della situazione, abbiamo finito? Ma quando mai? Il turno vero deve ancora iniziare, compiliamo gli atti urgenti e poi si continua domani, ora occorre fare la doccia e mettere la divisa più bella che abbiamo perché c’è la processione della Madonna, la gente forse ci vuole tra loro e noi sicuramente vogliamo esserci tra loro. Ed è così che tra processione, messa, concerto in piazza si sono fatte le 2,00.”

Non è una denuncia, non è una lettera: è il sentimento di un padre, di un marito, di un uomo  che non sopporta l’idea di un altro militare come lui uscito da casa per servizio e mai più ritornato a causa di una brutale aggressione.

“Piedi gonfi, principi di crampi, stanchezza mentale e fisica diffusa, ma perché lamentarsi? Cazzo sono tornato a casa, posso rivedere i miei figli e mia moglie, non come quel povero ragazzo che non ci tornerà, che si è beccato 7 coltellate per 100 euro del cazzo. Su Facebook si susseguono video e post, il sonno passa, la stanchezza si allevia, le lacrime annebbiano la vista, un groppo alla gola mi far star male, mi chiedo ma chi cazzo ce lo fa fare? Me lo chiedo ogni volta, me lo chiedo da anni, la risposta? Non lo so, non so chi me lo fa fare, so solo che sto già pensando che devo asciugare le lacrime e dormire subito, anche se ufficialmente sono di servizio il pomeriggio, domattina presto devo finire il lavoro iniziato oggi.

Intanto caro fratello, spero che ad accoglierti ci sia la Madonnina che ho accompagnato in processione stasera, era bellissima, più bella delle altre volte. Proteggici da lassù. Cazzo sto invecchiando, rileggendomi mi sa tanto che sto invecchiando davvero, ma non ci posso fare niente. Scusatemi tutti per lo sfogo.”

 

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Ora solare, da questa notte lancette avanti o indietro?

Matteo Brancati

Sequestro aggravato di persona e violenza, assolto: il fatto non sussiste

Mirko

Festeggiato il quinto compleanno centenario del 2019

Matteo Brancati
Click to Hide Advanced Floating Content