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Carcere Siano, Polizia penitenziaria festeggia 204° anniversario: “Covid sconfitto” (VIDEO)

di Maria Teresa Improta – E’ stato celebrato oggi nella casa circondariale Ugo Caridi di Catanzaro il 204° anniversario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria. Il più grande istituto penitenziario della Calabria, inaugurato nel 1993 ha ospitato la cerimonia durante la quale si è data lettura del messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del ministro della Giustizia Marta Cartabia e del Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Bernardo Petralia.

Il direttore casa circondariale angela Paravati: “Anno tragico”

“E’ stato un anno tragico, – ha affermato il direttore della carcere di Siano Angela Paravati – in cui abbiamo dovuto riorganizzare il carcere, creando le sezioni Covid, le sezioni di quarantena fiduciaria, avviando la campagna vaccinale. C’è stato un periodo in cui squadre di medici e infermieri si spostavano nel penitenziario di continuo per eseguire i tamponi. Un anno difficile non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche perché la nostra casa circondariale ospita 600 detenuti. Persone che hanno vissuto in una situazione di totale ristrettezza, come previsto dai protocolli sanitari, con l’interruzione fino a qualche settimana fa di qualsiasi contatto con l’esterno. Negli ultimi 10 anni si è creato in questa struttura una squadra coesa tra personale, ispettori, assistenti di polizia penitenziaria, amministrativi, educatori. Abbiamo cercato di creare una cultura dell’esecuzione penale che rispecchi i principi e gli obiettivi della nostra Costituzione. E’ stato aperto un padiglione, un centro clinico, sono state attivate le videoconferenze per le udienze a distanza. Un duro lavoro che ha dato i suoi frutti. In questo periodo di pandemia abbiamo proseguito solo la collaborazione dei detenuti che svolgono lavori di pubblica utilità, una sorta di giustizia riparativa prestando la loro opera all’esterno per ripagare la società degli errori commessi. Dobbiamo credere nel reinserimento e non chiudere al rapporto con la società esterna”.

Il Comandante di Reparto Simona Poli: “Covid fuori dal carcere”

“I primi casi di Covid nel nostro penitenziario – ha spiegato Sono il Comandante di Reparto dirigente aggiunto Simona Poli – si sono registrati intorno al 15 marzo del 2021. Abbiamo avuto circa 90 detenuti positivi gestiti in apposite sezioni con l’ausilio di infermieri e medici. Il personale di polizia penitenziaria ha dovuto da subito attivare i protocolli sanitari, usare le tute che proteggono dal contagio Covid, stare al fianco del detenuto h24. Abbiamo avuto diversi ricoveri e purtroppo anche due decessi a causa delle complicanze dell’infezione da Covid. La polizia penitenziaria era in prima linea perché si occupa di gestire persone. Lo ha fatto e continuerà a farlo con dedizione. Siamo ora in una fase di netto miglioramento non abbiamo più positivi da circa 20 giorni. Continueremo comunque a usare le sezioni di isolamento precauzionale per i nuovi ingressi al fine di evitare quanto più possibile ulteriori contagi. Siamo certi che riusciremo a tenere fuori dal carcere di Siano il Covid”.

Il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Guerriero: “Prendersi carico dei detenuti”

“Nel primo anno di pandemia ci eravamo illusi – ammette Liberato Guerriero Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Calabria – di riuscire a contenere i contagi senza grandi problemi. Poi questa impennata dei contagi che si è registrata nei mesi scorsi ci ha fatto tornare con i piedi per terra. E’ stato il momento in cui abbiamo toccato con mano la forza, la capacità degli uomini e delle donne del corpo di polizia penitenziaria del reparto di Catanzaro e di tutta la struttura di Catanzaro compresi gli altri operatori, funzionari dell’area pedagogica, delle segreterie, del settore sanitario con i quali abbiamo lavorato molto da vicino. Grazie al loro contributo siamo riusciti a contenere il virus e debellarlo pian piano nel rispetto dei protocolli previsti dalle norme imposte dal Ministero della Salute. Credo che ciò che ha potuto sperimentare in questo periodo la comunità penitenziaria tutta sia la necessità di rendere armoniosa la convivenza di persone private della libertà personale, di persone che lavorano e di persone chiamate a prendersi carico dei detenuti, al fine di restituire un volto dello Stato giusto, umano, capace di dare contributi e aiuti a chi ne ha più bisogno”.

© Riproduzione riservata.

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