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Cardamone a Praticò: Parli a nome di Aiello ed Esposito, ignorando molti fatti

Ezio Praticò è persona educata e rispettosa. Deve aver riflettuto molto prima di sottoscrivere la dichiarazione che i suoi maggiorenti gli hanno imposto. Nessuno soffre di manie di grandezza, ma sarebbe stato opportuno che la sua dichiarazione, intrisa di rancore personale e clamorose bugie politiche, fosse stata firmata in prima persona dal senatore Aiello e da Esposito. Non fosse altro che entrambi hanno vissuto con Forza Italia tutte le fasi che hanno portato al difficile accordo per il Comune di Catanzaro, reso ancora più complicato dalla collocazione a sinistra del loro partito, NCD di Alfano, ma soprattutto dai taglienti giudizi nei confronti di Abramo. Non c’era Praticò a casa di Aiello o nello studio di Tonino Gentile al Ministero dello sviluppo economico quando Abramo veniva definito “inaffidabile” e si chiedeva garanzia a Tallini sugli accordi politici. Evidentemente il tempo passa e i giudizi degli uomini cambiano.

Praticò, a nome di Aiello ed Esposito, accusa Tallini di scarsa lucidità. Gli va ricordato che grazie alla “scarsa lucidità” di Tallini il centrodestra, dato per morto dopo la vittoria di Oliverio, è letteralmente risuscitato con le vittorie al Comune e alla Provincia di Catanzaro, passando per l’affermazione al Comune di Lamezia Terme.

Ma tornando alle esternazioni infelici, anche personali, rivolte dal gruppo del senatore Aiello, bisogna ricordare che la nota di Tallini è solo ed esclusivamente su valutazioni politiche che esulano dagli uomini. Praticò si dice offeso perché è stato detto che il suo gruppo è in difficoltà. E allora? Forza Italia forse non è in difficoltà ? Dovremmo sentirmi offesi perché il partito non ha ottenuto il risultato sperato alle Europee ?

Con molto rispetto delle persone, ci si è limitati ad osservare che un gruppo che si era scisso da Forza Italia per seguire Alfano, assumendo perfino responsabilità di governo con Gentiloni, che alla Regione non aveva condiviso la candidatura di Wanda Ferro, che alla Provincia di Catanzaro governava con Enzo Bruno, che poi aveva ottenuto candidature alle politiche da Forza Italia, stentava a trovare la sua identità. Siamo contenti che Aiello e Esposito, dopo avere votato Fratelli d’Italia alle Europee, abbiano partecipato alla riunione del Brancaccio con Toti, ritornando nell’alveo naturale dei moderati.

Vedremo ora quale percorso ci sarà. Se saremo tutti assieme non sarà un problema, ma nel rispetto delle regole ognuno sarà chiamato a fare la sua parte. Di una cosa siamo sicuri: se Toti farà l’ennesimo partitino, non è difficile immaginare che seguirà la strada di Fini e Alfano che avevano ben altra statura.

E veniamo alle cose di casa nostra. Oggi Praticò, a nome di Aiello ed Esposito, ci contesta di avere messo in discussione Abramo. Se esiste la riconoscenza, nessuno potrà mai mettere in discussione il ruolo avuto da Forza Italia nella doppia elezione di Abramo al Comune e alla Provincia. Forse, senza il ruolo di Forza Italia, voluto fortissimamente da Aiello, non ci sarebbe stato l’accordo del 2017. Se si riferisce alla presa di posizione di Forza Italia, con cui si chiede all’Amministrazione un cambio di passo, si è trattata di un richiamo non al solo Abramo, ma a tutta la coalizione, a prendere atto di una difficoltà che sta facendo emergere una certa diffidenza dell’opinione pubblica verso il governo cittadino. In cui siamo coinvolti tutti. Praticò forse non è a conoscenza del malumore dei cittadini su diverse problematiche? Come potrà notare, ci sono situazioni che investono anche settori gestiti da esponenti di Forza Italia. Così come di Forza Italia è il sindaco, a meno di prove contrarie.

Noi vogliamo che l’Amministrazione eletta nel 2017, contro tutti i pronostici, lasci un segno positivo e non possiamo permetterci il lusso di disperdere la spinta rinnovatrice che abbiamo dato con l’elezione di tanti nuovi consiglieri.

Anche sulle regionali, inviterei Praticò ad essere più rispettoso delle persone e dei partiti. L’indicazione a presidente della Regione di Mario Occhiuto non è stata fatta da un gruppo di reduci e combattenti o dai soci di una bocciofila, ma dal coordinamento regionale di Forza Italia composto da quattro deputati, tre senatori, quattro consiglieri regionali, dai sindaci di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, dal presidente della Provincia di Catanzaro, dai cinque coordinatori provinciali.

Vedremo se nel quadro dell’accordo generale che ci sarà nel centrodestra la candidatura della Calabria spetterà a Forza Italia, come già stabilito in un primo momento, o se ci saranno altre soluzioni.

Noi pensiamo di avere messo a disposizione della coalizione la personalità che oggi può parlare non solo ai partiti, ma anche al mondo del civismo e della società civile, come ha dimostrato la manifestazione con oltre quattromila persone – tre volte in più del Brancaccio – tenutasi all’Agroalimentare di Lamezia Terme.

Prendiamo infine atto con piacere che l’amico Praticò, nel mentre ha qualche difficoltà a farsi ascoltare dai suoi al Comune, è ormai in rapporti di consolidata confidenza con l’avvocato Ghedini di cui ha raccolto le confidenze in merito alla candidatura di Occhiuto. Ne terreno conto quando ci sarà la necessità di parlare con il presidente Berlusconi.

Ivan Cardamone

Coordinatore cittadino Forza Italia Catanzaro

Il capogruppo di Catanzaro da Vivere a Palazzo De Nobili, Ezio Praticò, ha chiesto a calabria7.it la pubblicazione del comunicato stampa reso ai colleghi di Noi di Calabria in risposta alle dichiarazioni del consigliere regionale Mimmo Tallini. Di seguito il testo integrale della nota dello stesso Praticò.

 

 

E’ vero: la politica è altra cosa, e per questo avremmo preferito non rispondere o addirittura non prendere in considerazione quanto affermato dall’On. Mimmo Tallini – a dichiararlo è Ezio Pratico, capogruppo di Catanzaro da Vivere.

Tuttavia qualche riflessione va fatta, – aggiunge – il consigliere comunale e provinciale – anche perché ci teniamo a tranquillizzare il consigliere regionale che non ci sentiamo in difficoltà e lo dimostreremo a tempo debito, anzi, viste le sue recenti dichiarazioni, riteniamo proprio lui versi in un momento di estrema confusione.

Senza voler giudicare nessuno appare chiaro a tutti, come Tallini stia vivendo un momento di vistosa perdita di lucidità politica, probabilmente sintomo di un nervosismo che lo porta gratuitamente a litigare con chicchessia esprimendo giudizi, anche non dovuti, da nord a sud della penisola; così scomposti da riuscire addirittura a criticare anche sé stesso, quando pone pesanti critiche sull’amministrazione comunale Abramo, di cui lui stesso è azionista di maggioranza. Noi invece ci teniamo a tranquillizzarlo anche sul nostro rapporto con Abramo, in quanto per noi, oggi più di ieri, la centralità politica del Sindaco e Presidente della Provincia non è affatto in discussione, in quanto a lui riconosciamo crescente autonomia e capacità di incidere.

Ci meraviglia molto – continua – il fatto che Tallini veda la pagliuzza nell’occhio degli altri e non la trave che è nel suo: è ormai evidente l’implosione non solo elettorale ma anche strutturale di Forza Italia , tanto che da coordinatore provinciale si prende anche il lusso di criticare il neo coordinatore nazionale. Ma capiamo bene i motivi: se il progetto di Toti andasse a buon fine certamente, suo malgrado, ci ritroverebbe come compagni di viaggio. Ipotesi che forse desta in lui qualche preoccupazione.

Se invece il progetto di ristrutturazione di Forza Italia dovesse andare male, con la conseguente nascita di un nuovo soggetto politico dialogante con Lega e FDI, l’isolamento per gli azzurri sarebbe suicida anche sul piano locale: un centrodestra così formato vincerebbe in Italia senza Berlusconi e in Calabria senza Tallini. Soprattutto perché, nonostante anche un leader di partito come Ghedini si sia dichiarato contrario, il coordinatore catanzarese ci sembra l’unico rimasto fedele agli Occhiuto, tanto da arrivare a pensare in una tremenda ipotesi familistica della politica che bruciato Mario possa essere Roberto il candidato presidente… Oggi le comiche!

In conclusione – chiosa Praticò – ci sentiamo in dovere di ricordare che entrambi i punti di riferimento del nostro gruppo (Aiello ed Esposito) si sono sempre candidati dalla stessa parte: il centrodestra. Diversamente non si può dire di Tallini, il quale, ha varcato per la prima volta la porta di Palazzo Campanella eletto in una lista di centrosinistra che faceva capo all’allora presidente Loiero. Chissà che viste le cocenti delusioni che arriveranno su Occhiuto la storia non si ripeterà…

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